Pratiche sui lavori, nuovi controlli Flussi di denaro passati ai raggi X

1 Luglio 2021

La verifica è prevista da questo mese: giudici della Corte dei Conti supportati dalla Guardia di finanza Le domande dei privati saranno selezionate a campione sia all’Aquila che nei comuni del cratere 

L’AQUILA. Tecnicamente si tratta del “secondo campionamento” dopo il primo che fu avviato nel 2016. In pratica è una verifica molto dettagliata che la Corte dei Conti, supportata dalla Guardia di finanza, farà a partire da questo mese di luglio su alcune decine di pratiche della ricostruzione privata scelte a campione e che saranno passate ai raggi X. Da quello che si sa, questa volta l’attenzione sarà certo sul comune capoluogo, L’Aquila, ma soprattutto sui Comuni “minori” del cratere – anche su sollecitazione dell’Ufficio speciale di Fossa – che nel primo campionamento aveva visto verifiche solo su 5 pratiche (all’Aquila furono 25). All’epoca vennero fuori diverse irregolarità soprattutto, ad esempio, sui contratti. Si scoprì che in qualche caso i contratti fra imprese e privati nemmeno esistevano. Le verifiche della Corte dei Conti hanno a base una norma del giugno 2015 con la quale il legislatore «ha introdotto elementi normativi di chiarezza, di garanzia e di responsabilizzazione degli operatori e, inoltre, ha delineato una nuova tipologia di controlli».
CAMPIONAMENTO. «La nuova ipotesi di controllo si esplica» si legge nella delibera dei giudici contabili «avendo come parametri non solo la regolarità amministrativo-contabile delle spese, ma anche la tracciabilità dei flussi finanziari ad esse collegate, con il chiaro intento di contenere il rischio di infiltrazioni mafiose nel processo di ricostruzione. La nuova funzione di controllo ha reso necessaria un’articolata attività preparatoria al fine di rendere operativo il meccanismo di campionamento oltre che una puntuale ricognizione e analisi del variegato quadro normativo. Al fine di avviare le propedeutiche azioni per il secondo campionamento è emersa la necessità di aggiornare la ricognizione effettuata negli anni scorsi da parte di questa Sezione di controllo. Infatti l’evoluzione del frastagliato quadro normativo, delle procedure in essere nonché la situazione inerente all’assegnazione e l’erogazione dei fondi, ha comportato la necessità di una puntuale ricognizione ed aggiornamento della delibera 54 del 2016. Le risultanze di questa attività sono contenute nella seconda relazione inerente i controlli sulle erogazioni dei contributi a favore di soggetti privati per l'esecuzione di tutti gli interventi di ricostruzione e ripristino degli immobili danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009». Semplificando: la Corte dei Conti seguirà, per quanto riguarda le pratiche che saranno controllate, i cosiddetti flussi finanziari. L’obiettivo è far sì che nemmeno un euro venga “distratto” per azioni diverse da quelle previste dalle norme sulla ricostruzione. Verranno setacciati ad esempio tutti i pagamenti, dai fornitori ai subappaltatori. «Lo stato di avanzamento della ricostruzione privata ancora in corso a distanza di dodici anni dal sisma del 2009 anche in considerazione dei fini che la normativa si prefigge di perseguire» si legge nella delibera «non consente di distogliere l’attenzione dai cospicui flussi finanziari (oltre 17 miliardi di euro, ndr) che finora hanno caratterizzato il processo di ripristino di agibilità degli immobili privati».
LA RELAZIONE. La seconda relazione (dopo quella del 2016) a cui fa riferimento la Corte porta la data del 24 giugno scorso. Si tratta di uno strumento fondamentale per orientarsi nel marasma normativo che in questi 12 anni e più ha caratterizzato il post sisma 2009. Nella relazione si rifà la storia “legislativa” della ricostruzione sin dalla prima ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri del 6 aprile 2009. Come è noto si tratta di una produzione impressionante che va dalle ordinanze, ai decreti, alle leggi e a tutti gli atti prodotti dai Comuni e dagli uffici speciali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA