Pratola, la villa comunale intitolata alla Brigata Maiella

PRATOLA PELIGNA. Da tempo si attendeva che il comune premiato con la medaglia di bronzo per il valore civile dato alla Resistenza, si dotasse anche di un luogo dedicato alla memoria di chi ha...
PRATOLA PELIGNA. Da tempo si attendeva che il comune premiato con la medaglia di bronzo per il valore civile dato alla Resistenza, si dotasse anche di un luogo dedicato alla memoria di chi ha combattuto per la Liberazione. Mancano solo poche ore alle 11 di sabato e a Pratola Peligna, si terrà l’intitolazione della villa comunale in via della Rimembranza alla Brigata Maiella. Un gesto a cui a breve dovrebbe seguire anche la costruzione di un monumento dedicato alla formazione partigiana medaglia d’oro al valore militare. «I due passaggi», ha detto il sindaco e presidente della Provincia Antonio De Crescentiis, «rappresentano per tutta la nostra comunità un atto di grande valore e vogliono testimoniare il forte legame di Pratola con la Brigata Maiella. Il riferimento è al contributo dato dai cittadini della zona alla formazione partigiana formata da circa 1.500 volontari provenienti dall’Abruzzo e dalle altre regioni dell’Italia centrale. «Il contributo della Valle Peligna», continua il primo cittadino, «è stato quantificato in 420 uomini, di cui 150 di Sulmona, 108 di Pratola, 38 di Popoli, 33 di Corfinio e 29 di Prezza. Durante gli scontri, 5 pratolani morirono e 7 rimasero feriti. Per loro e per i cittadini decorati con la medaglia di bronzo e la croce di guerra sul campo, abbiamo il dovere di ricordare. Con l’intitolazione della villa comunale vogliamo rendere onore al coraggio e al sacrificio di tutti i volontari della Brigata Maiella, e fortificare il legame morale nei confronti dei caduti, dei feriti e dei prigionieri del movimento patriottico, nella lotta per la libertà e la democrazia». Alla cerimonia di sabato prenderanno parte il presidente della fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio e Vincenzo Pizzoferrato, studioso della formazione partigiana. Inoltre, per il 25 aprile, una strada di Pratola sarà intitolata a Rocco Di Pillo, perseguitato dai nazifascisti, mentre da più parti si chiede anche il rientro della salma dell’antifascista, Vittorito Mondazzi, decoratore di Pratola, morto come combattente contro gli oppressori i nell’ex Jugoslavia.
Federico Cifani
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