Pratola, resta chiuso l’Istituto agrario Altro anno di disagi

PRATOLA PELIGNA. Anno nuovo e vecchi disagi per gli studenti dell’Istituto agrario “Arrigo Serpieri” di Pratola Peligna. A pochi giorni dal suono della prima campanella resta chiusa la sede sulla...
PRATOLA PELIGNA. Anno nuovo e vecchi disagi per gli studenti dell’Istituto agrario “Arrigo Serpieri” di Pratola Peligna. A pochi giorni dal suono della prima campanella resta chiusa la sede sulla Statale 17 e i ragazzi si apprestano ad affrontare il nuovo anno nella struttura della Provincia di via per Prezza. Quest’ultima si trova a qualche chilometro di distanza dai laboratori didattici e le attrezzature presenti nella sede rimasta chiusa, dallo scorso settembre, per lavori di restauro mai partiti. Una condizione non gradita ai circa 90 studenti e alle loro famiglie che inizieranno l’anno nuovo con i problemi legati al trasporto e alla difficoltà di accesso a terreni e laboratori.
«Stiamo lavorando per cercare i fondi da destinare al ripristino della vecchia sede», ha detto il sindaco di Pratola e presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, «purtroppo la scuola non rientra nel cratere sismico e per questo dovranno essere reperire altre risorse per la messa in sicurezza e l’ammodernamento. Stiamo lavorando anche per cercare di ridurre al minimo i disagi e consentire un adeguato trasporto dei ragazzi alla vecchia sede dove, ovviamente, è rimasta gran parte della dotazione didattica».
Il riferimento è a terreni, serre, laboratori e mezzi meccanici con cui gli studenti svolgevano le teorie pratiche di un istituto in grado di fornire strumenti e conoscenza importanti per le sfide lavorative del futuro. Disagi dunque a cui si aggiunge un grosso interrogativo sui tempi per il reperimento dei fondi e l’avvio dei lavori per la riqualificazione della vecchia sede. Quest’ultima era stata teatro del crollo di parte dell’intonaco di un soffitto, avvenuto in un’aula nello scorso marzo, proprio mentre c’era lezione. Per fortuna studenti e professore non rimasero coinvolti, ma il fatto ha spinto i tecnici della provincia a fare un sopralluogo. Da qui la decisone di chiudere in attesa degli interventi di riqualificazione.
Federico Cifani
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