Pratola, stalker condannato a quattro mesi
L’uomo aveva conosciuto la sua vittima in palestra, poi aveva finito per perseguitare anche il marito
SULMONA. Ne era rimasto invaghito dal primo giorno che era arrivata in palestra. Ma dopo essere stato respinto ha iniziato a tempestarla di telefonate ad ogni ora del giorno fin quando la donna non ce l’ha fatta più e l'ha denunciato insieme al marito dopo che lui aveva tirato in ballo anche la sua dolce metà. Il procedimento che ne è scaturito si è concluso l’altro giorno con la condanna a 4 mesi dello stalker, oltre al risarcimento dei danni da calcolarsi in separata sede e al pagamento delle spese legali. Protagonista della vicenda T.C., 52 anni, di Pratola Peligna difeso nel processo dall’avvocato Santilli mentre la parte civile è stata assistita dall’avvocato Alessandro Margiotta. Nel processo infatti si sono costituiti parte civile sia la donna che il marito, entrambi di Raiano, proprio perché l’accusato, secondo l’accusa, avrebbe perseguitato anche l’uomo. Nel tentativo di indurre la donna ad intrattenere un rapporto sentimentale extraconiugale avrebbe provocato un perdurante stato di ansia nei due, i quali temevano che l’uomo dalle aggressioni verbali potesse passare ad atti di aggressione fisica. Nel corso delle indagini è stato scoperto dalla polizia che il 52enne chiamava ripetutamente la donna per incontrarla e non ricevendo risposta l’avrebbe raggiunta mentre era in compagnia dei figli minacciandola di rovinarla con una querela e con la diffusione di presunte immagini intime nel caso in cui non avesse accettato di riprendere, a suo dire, la loro relazione. Subito dopo l’uomo avrebbe pubblicato su Facebook frasi di minaccia a nome di Antonio La Torre e alcune foto della donna in sua compagnia. Inoltre avrebbe imbrattato alcuni pannelli pubblicitari lungo la strada tra Pratola Peligna e Raiano, con frasi offensive nei confronti del marito. Da qui la condanna del pratolano. (c.l.)
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