Pratola torna a pregare nel suo storico santuario

14 Aprile 2019

La Madonna della Libera restaurata dopo tre anni. Il vescovo Fusco: «Una gioia» L’ingegnere Petrella: «Sicurezza grazie a materiali moderni e innovativi»

PRATOLA PELIGNA. Emozioni, preghiere, qualche lacrima e tanto stupore per il nuovo volto del santuario della Madonna della Libera a Pratola Peligna. In tanti hanno affollato ieri la chiesa per riappropriarsi di uno spazio, tra i più carichi di spiritualità, chiuso da ottobre del 2016 a causa dei danni provocati dal terremoto. A riaprire il luogo di culto tra gli applausi dei tanti fedeli è stato il vescovo Michele Fusco. «Questo è un giorno di gioia per tutti i pratolani», ha detto il vescovo durante la cerimonia per la riapertura, «momenti come quello che stiamo vivendo devono aumentare di numero e coinvolgere tutti coloro che non possono ancora rientrare nelle case e nelle proprie chiese. Basti pesare che come diocesi abbiamo ancora 50 chiese chiuse per il terremoto, ragione per la quale è necessario snellire le pratiche della ricostruzione». Al fianco del vescovo, un emozionato padre Renato Frappi che ha ringraziato tutti i presenti, tra loro anche tanti sindaci del territorio, che gli hanno poi dedicato un lungo applauso. Alla cerimonia anche una delegazione di Gioia dei Marsi, compagnia che ogni anno, a maggio, è protagonista di uno storico pellegrinaggio. «Un’insopportabile mancanza durata troppo tempo a cui oggi mettiamo la parola fine», ha detto il sindaco di Pratola, Antonella Di Nino, «come amministrazione abbiamo avuto certezza che qualcosa si stava muovendo lo scorso 8 marzo, quando con una delegazione abbiamo fatto sentire la nostra voce alla Soprintendenza per poi costituirci come soggetto attuatore per accelerare i tempi». Ad illustrare i lavori realizzati è stato l’ingegnere Paolo Petrella che ha curato gli interventi. «Abbiamo messo in sicurezza utilizzando materiali moderni e innovativi, come le fibre di carbonio e vetro», ha detto Petrella che per il santuario ha lavorato in modo gratuito, «con cui abbiamo consolidato la cupola, la navata centrale, le colonne, i pilastri e i punti di contatti tra queste strutture in modo definitivo». Al momento però mancano all’appello altri lavori per i quali sono disponibili circa 300 mila euro. Molto apprezzati, dalle tantissime persone presenti, gli affreschi tornati all'antico splendore e l’intera navata restaurata ed esaltata dal nuovo impianto di illuminazione curato dalla Ise Impianti di Gianni Cirillo. Partecipata ed emozionante anche la cerimonia per riportare il simulacro della Libera dalla tenda sino al suo posto naturale nel santuario. Nel periodo di chiusura della chiesa i fedeli sono stati ospitati al teatro D’Andrea, messo a disposizione della omonima famiglia pratolana, e successivamente nella tensostruttura installata nel piazzale dell’oratorio anche grazie al contributo della Bbc e della sua presidente Maria Assunta Rossi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA