Pratola, veleni sul Pd dopo il caso vigili Di Nino: nessun abuso

1 Novembre 2015

Agenti accusati di troppa tolleranza, l’imprenditore replica: «Sono io il signorotto, no a certe bassezze: è odio politico»

PRATOLA PELIGNA. «Sono io il signorotto locale a cui i vigili urbani di Pratola Peligna avrebbero fatto un favore». Interviene così Piero Di Nino, titolare dell’omonima ditta di trasporti del centro peligno, dopo la denuncia dei vertici del Pd contro i vigili urbani, accusati di troppa tolleranza. «Una missiva apparentemente contro la polizia municipale», continua Di Nino, «accusata di essere tollerante nei confronti di determinate persone, ma che in realtà punta a colpire, così come definito dai politicanti di turno, il signorotto locale. Non sono mai entrato in polemica, ma oggi come cittadino sento il dovere di rispondere. Ho chiesto e ottenuto dal comando dei vigili di Pratola, dopo pagamento, un’autorizzazione a occupare il suolo pubblico per posizionare una gru mobile e non per fare un parcheggio privato. Quindi, nessun favoritismo».

Una precisazione arrivata sulla questione dei birilli mobili messi da qualche tempo in via Carso, dove la famiglia Di Nino possiede un immobile. «Questi i legittimi fatti ed io ho esercitato un diritto come ogni altro» riprende Di Nino «credo, dunque, che ogni buon amministratore, ogni bravo politico, tanto più un sindaco, prima di scadere in simili bassezze, dovrebbe informarsi, così da evitare brutte figure e soprattutto di certificare l’odio verso una famiglia che, al contrario, si è sempre spesa per il suo paese, tanto da risultarne il primo contribuente. Non mi ritengo un signorotto, ma sono un uomo dall’animo nobile che del lavoro ha sempre fatto una passione di vita. Prendo le distanze da simili episodi e invito soprattutto i più giovani a distaccarsi da questa politica di odio che al posto di pensare ai veri problemi pensa ai birilli».

Federico Cifani

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