Pratola, è fuga dai doppi turni

17 Settembre 2016

A Scanno studenti a lezione al Distretto sanitario e al palazzetto dello sport

PRATOLA PELIGNA. Continuano le proteste dei genitori di Pratola Peligna che chiedono di evitare il ricorso alle lezioni scolastiche pomeridiane. Il doppio turno dovrebbe interessare parte degli studenti trasferiti nella struttura dell’Itis, più sicura rispetto agli edifici di Valle Madonna, piazza Indipendenza e via Colella che resteranno chiusi. La prima campanella per l’inizio delle lezioni pomeridiane suonerà nel pomeriggio di lunedì. È c’è preoccupazione anche per la possibile perdita, per Pratola, della dirigenza scolastica. Un brutto colpo scaturito dalle circa 50 richieste di trasferimento presentate nelle ultime settimane al preside Raffaele Santini, dai genitori di altrettanti studenti. «In questo momento», ha detto il preside Santini, «è necessario mantenere la calma e pensare alla serenità degli scolari che comunque devono affrontare un nuovo anno di studio e formazione. Il sindaco ha agito nell’interesse della popolazione e di tutte le famiglie di Pratola, considerato che la sede dell’Itis è più sicura rispetto alle altre tre». Il riferimento è alla decisione del primo cittadino Antonio De Crescentiis di chiudere le tre scuole e portare tutti gli studenti all’Itis che ospita anche i ragazzi dei corsi per geometri e ragioneri di Sulmona. Intanto, sono in corso indagini per reperire immobili privati da destinare ad aule scolastiche così da poter alleviare il carico dei turni pomeridiani, mentre resta in piedi l’ipotesi di realizzare una nuova sede per tutti gli studenti di Pratola. Un polo che potrebbe, alla fine, far tornare sui propri passi anche i genitori che hanno deciso di iscrivere altrove i propri figli.

A Scanno, intanto, per gli alunni della scuola elementare e media, l’anno scolastico comincerà al Distretto sanitario di base e del palazzetto dello sport. Il Comune, d’intesa con i genitori, ha chiuso la scuola “Parente” e requisito temporaneamente le due strutture pubbliche che ospiteranno l’attività scolastica per tutto il tempo necessario alla messa in sicurezza del “vecchio” edificio scolastico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA