Precari del Comune C’è l’ok alla proroga Stop alla protesta
Sgomberata la nuova sede comunale di palazzo Fibbioni La Pezzopane: «Mai avuto dubbi sull’esito della vertenza»
L’AQUILA. Stop alla protesta da parte dei precari del Comune dopo che è arrivata la proroga dei loro contratti.
«La risposta che si attendeva dai Ministeri del Lavoro e della Funzione pubblica sulle proroghe dei precari del Comune dell'Aquila è arrivata», commenta la senatrice Stefania Pezzopane, «e risulta positiva. Ne ero certa. Mai avuto dubbi. I miei emendamenti al decreto Enti Locali che prevedono le proroghe al 2017 del personale a tempo determinato hanno permesso di derogare ai 36 mesi previsti dal Jobs Act e dunque sono indispensabili e non sono inutili».
«A confermarlo», precisa, «il parere di entrambi i Ministeri. Lo scoglio delle proroghe é superato. Ho fatto come sempre il mio dovere per proseguire la ricostruzione dell'Aquila e del cratere. Sono già al lavoro di concerto con i sindaci e il sottosegretario per individuare le risorse utili alla copertura, qualora ci dovessero essere ulteriori esigenze, secondo le indicazioni e le necessità del comune».
L’occupazione della sede del sindaco, dunque, è stata sospesa ieri sera. Per la verità, nonostante la buona notizia, i precari sembravano voler restare in agitazione visto che l’ente non aveva manifestato l’intenzione di passare ai fatti.
Ma poi, visto che questa mattina ci sarà una giunta comunale che dovrebbe occuparsi proprio delle proroghe, si è deciso di sospendere la protesta.
Di certo resta il problema della copertura della spesa ma si tratta di un aspetto che verrà risolto. Secondo il sindaco servono almeno tre milioni di euro.
Di certo è che a fronte di alcuni nodi di carattere tecnico da sciogliere, i 60 lavoratori i cui contratti scadranno il prossimo 30 settembre possono tirare un sospiro di sollievo.
Tra di loro una quarantina di persone impiegate negli uffici tributi e in quelli della ricostruzione pubblica e privata e una quindicina di operatrici e educatrici degli asili nido.
Ma al di là degli aspetti occupazionali e sociali non sfugge a nessuno che qualora non fossero stati rinnovati i contratti ai precari sarebbero andati in tilt molti servizi che svolge l’ente con gravi pregiudizi per la comunità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

