Precari giustizia, 110 contratti in scadenza

26 Marzo 2022

Assemblea dei lavoratori nella sede Cgil per chiedere la stabilizzazione definitiva ed evitare la paralisi degli uffici giudiziari

L’AQUILA. Inizieranno a scadere a giugno i primi contratti a tempo dei lavoratori precari del settore giustizia, assunti a settembre del 2020 tramite un concorso pubblico del ministero, per fronteggiare in tutta Italia le esigenze degli uffici giudiziari, alle prese con pesanti carenze organiche. In Abruzzo si tratta di circa 110 dipendenti, di cui quasi la metà, una cinquantina, appartengono alla provincia dell’Aquila. Una vertenza delicata, di cui si è discusso durante l’assemblea convocata ieri nella sede della Cgil, nel capoluogo di regione, con la partecipazione, tra gli altri, della deputata aquilana del Partito Democratico Stefania Pezzopane e dei consiglieri regionali Americo Di Benedetto e Francesco Taglieri.
La richiesta avanzata è di prevedere una proroga contrattuale, per poi gettare le basi per arrivare alla stabilizzazione del personale. Lo scorso 26 febbraio, Cgil e Cgil Fp hanno inviato un documento al presidente della Regione Marco Marsilio, al prefetto e al presidente della Corte d’Appello, «per rivendicare la giusta necessità di attenzionare la delicata questione di questi lavoratori precari». Come hanno ricordato Francesco Marrelli, segretario generale della Cgil L’Aquila, Anthony Pasqualone, segretario generale della Fp-Cgil L’Aquila e Giuseppe Merola, segretario Fp-Cgil L’Aquila, si tratta di «donne e uomini provenienti perlopiù dal settore privato e disoccupati a seguito di crisi aziendali, che hanno svolto un periodo di tirocinio nella varie articolazioni periferiche, durato per gran parte di loro circa dieci anni, apportando sempre preziosi e indiscutibili contributi professionali a servizio dell’apparato giustizia, specie nel periodo di emergenza sanitaria».
L’imminente scadenza dei primi contratti (giugno 2022 e successivi mesi) comporterà, secondo il sindacato, «un inevitabile disagio organizzativo-gestionale per gli uffici giudiziari, ma avrà conseguenze pesanti anche sulle condizioni familiari del personale, che andrà a vivere l’ennesima angoscia sociale di dover congedarsi dal “mondo del lavoro”, già di per sé precario, con riverberi preoccupanti sulla comunità giudiziaria-penitenziaria e sulla collettività tutta».
Da qui l’appello, ribadito durante l’assemblea, rivolto da Cgil e Fp-Cgil al governo e alla Regione Abruzzo, «affinché venga valutata una proroga contrattuale, per poi arrivare a una stabilizzazione definitiva, con la sacrosanta restituzione di ogni diritto alle tante lavoratrici e lavoratori».
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