Precari, mancano i fondi per la stabilizzazione

L’AQUILA. Manca poco più di un anno alla scadenza dei contratti dei 75 lavoratori a tempo determinato di Comune dell’Aquila, Usra e Usrc, quelli rimasti dei 106 assunti con concorso dopo il terremoto....
L’AQUILA. Manca poco più di un anno alla scadenza dei contratti dei 75 lavoratori a tempo determinato di Comune dell’Aquila, Usra e Usrc, quelli rimasti dei 106 assunti con concorso dopo il terremoto. L’iter per la loro stabilizzazione, tuttavia, è ancora fermo al palo. Il Comune dell’Aquila che ne conta, in totale, 42 (dei restanti 33, 20 sono in forza all’Usrc e 13 all’Usra), aveva avviato un tavolo con il precedente governo, in particolare con l’ex ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e l’ex capo dipartimento della Funzione Pubblica Maria Barilà, per trovare una soluzione. Il cambio di maggioranza, però, ha resettato tutto e si dovrà ricominciare da capo.
«La volontà della giunta, formalizzata anche con una delibera approvata lo scorso 17 settembre, è quella di assorbire tutti i lavoratori, compresi quelli dell’Usra, con contratti a tempo indeterminato», afferma l’assessore comunale al Personale Fausta Bergamotto, «ma in questo momento scontiamo alcune difficoltà dovute sia al non avere un interlocutore di riferimento nel governo sia al capire in quale quadro economico e normativo dobbiamo muoverci». Ieri se ne è parlato anche in commissione Bilancio, davanti a una delegazione di lavoratori e ad alcuni rappresentanti sindacali (presenti, però, solo nelle vesti di uditori). La legge Madia dice che per stabilizzare i precari c’è tempo fino al dicembre 2020. Secondo i sindacati, i lavoratori e il Comune hanno tutti i requisiti per poter essere assunti a tempo indeterminato, avendo sostenuto, a suo tempo, una procedura concorsuale. Il problema, dunque, non sarebbe tanto di ordine normativo quanto economico-finanziario. Attualmente, infatti, questi lavoratori vengono pagati con dei fondi (poco meno di 2 milioni di euro) provenienti non dal bilancio comunale ma da una contabilità speciale statale chiamata Fondo per l’assistenza tecnica. Nella delibera di giunta approvata lo scorso 17 settembre, è scritto che il Comune sta provando a verificare se è possibile avere quei fondi in via stabile. In caso contrario, si legge nel provvedimento, «dovranno essere utilizzate le somme del bilancio comunale prevedendo anche la possibilità di ricorrere ad assunzioni a tempo indeterminato con contratto di lavoro a tempo parziale».
L’assessore ha fatto sapere che una ricognizione per capire se queste risorse ci sono è già iniziata. La Cgil chiede di accelerare ma è convinta che, nei prossimi anni, con il turnover – ossia coi dipendenti che andranno in pensione con i normali requisiti di legge o ricorrendo all’opzione “quota 100” – rimarranno vacanti, nella pianta organica del Comune, molte posizioni. Vuoti che potrebbero essere ampiamente colmati assumendo in via definitiva i lavoratori precari.
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