Precari ricostruzione, Cgil chiede soluzioni

18 Settembre 2019

Comune, Usra e Usrc: i lavoratori a tempo determinato assunti 10 anni fa attendono la stabilizzazione

L’AQUILA. Assunti con contratti a tempo determinato ormai da 10 anni, in seguito all’emergenza terremoto. Sono i precari storici di Comune, Usra e Usrc, 75 dipendenti impiegati nella ricostruzione, che devono essere stabilizzati entro il 31 dicembre 2020. Ma a poco più di un anno dalla scadenza, ancora non viene avviato nessun percorso per usufruire delle opportunità della legge Madia. Vanno individuate soluzioni e risorse. La Fp-Cgil e le Rsu tornano a sollecitare l’apertura di un confronto tra enti locali e governo. «Ben venga l’assunzione a tempo indeterminato di altri 12 operai, dopo i 9 stabilizzati due anni fa», ha affermato il segretario della Fp-Cgil Anthony Pasqualone, «ma la stessa attenzione dev’essere riservata a tutto il personale precario assunto dopo il sisma 2009. Inizialmente erano 106 persone, ma nel tempo si è perso circa il 30% di questa forza lavoro, perdendo nello stesso tempo le conoscenze e le professionalità acquisite sul territorio, con ripercussioni sui servizi in un settore fondamentale. Chi ha potuto, ha preferito la stabilità alla precarietà». L’amministrazione, dopo aver concretizzato le ultime 12 stabilizzazioni, ha annunciato l’approvazione di una delibera per l’avvio degli altri percorsi. Un discorso già portato avanti dall’assessore al Personale Fausta Bergamotto, che ha però sottolineato le difficoltà da superare. Tutti i lavoratori interessati hanno i requisiti per rientrare nella legge Madia, ma va sciolto il nodo delle risorse. «Si tratta di dipendenti che non vengono pagati attingendo al bilancio comunale», ha spiegato Pasqualone, «ma grazie a una contabilità speciale, il Fondo per l’assistenza tecnica. Attualmente il Comune non dispone delle risorse per farsi carico della stabilizzazione di tutti i 42 lavoratori. Stesso discorso per i 20 che lavorano per l’ufficio speciale del cratere e i 13 dell’Usra. Ecco perché l’assessore ha proposto una compartecipazione delle spese tra gli enti interessati, compreso il governo. In alternativa ci sarebbe una soluzione tecnica, col trasferimento dei costi sul Fondo speciale. Intanto, va fatta una ricognizione del personale e sulla disponibilità di fondi, poi va riaperta l’interlocuzione tra istituzioni, col supporto dei sindacati». Pasqualone era affiancato da Diego Del Vecchio, Rsu Comune, Valentina Valleriani, Rsu Usra e Mario Catena, Rsu Usrc: «Nei prossimi anni», hanno sottolineato i rappresentanti sindacali, «tra dipendenti che andranno in pensione e altri della quota 100, nella pianta organica comunale rimarranno vacanti molte posizioni».