Precipita dal palazzo, muore a 31 anni

10 Luglio 2018

Il muratore ha dimenticato le chiavi e avrebbe tentato di scalare la parete: il volo da circa sei metri, oggi l’autopsia

AVEZZANO. È avvolta nel mistero la tragica morte di Cristian Mihai, 31 anni, muratore romeno che abitava insieme ad altri connazionali in una palazzina tra via Parri e via Saragat, alla periferia nord di Avezzano. Ieri mattina un vicino ha notato il corpo a terra. Conosceva il giovane e credendo che fosse ubriaco l’ha chiamato più volte. Non ricevendo alcun tipo di risposta si è allarmato e ha avvertito la polizia. Il corpo, ormai senza vita, era sul retro di un cortile. Sul posto sono arrivati gli agenti del commissariato di polizia di Avezzano, guidati dal vicequestore Giancarlo Ippoliti, e poco dopo anche il sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato. È stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo e la salma è stata portata nell’obitorio dell’ospedale di Avezzano.
Gli agenti della squadra anticrimine, coordinata dal sostituto commissario Gaetano Del Treste, hanno ascoltato numerosi testimoni, tra i quali i coinquilini di Mihai. Il pm Cerrato ha disposto l’autopsia per fare chiarezza e gli esami verranno eseguiti oggi dall’anatomopatologo Cristian D’Ovidio.
L’ipotesi più probabile è quella di un incidente. Gli investigatori sospettano che il giovane abbia dimenticato le chiavi di casa – non le aveva nelle tasche degli indumenti indossati – e abbia tentato di arrampicarsi per raggiungere la mansarda dove viveva. Il volo sarebbe avvenuto da un’altezza di circa sei metri, stando a quanto riscontrato dal medico legale che ieri mattina è intervenuto sul posto. Inizialmente si era fatta anche largo l’ipotesi di un gesto estremo o di una caduta provocata da terze persone. Ma le ferite riscontrate sul corpo non sarebbero compatibili con una caduta da un’altezza maggiore (la mansarda). Il 31enne era arrivato diversi anni fa in Italia e si era stabilito nella Marsica per lavorare come operaio nel settore edile. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita del giovane. Secondo la testimonianza degli amici e coinquilini, tutti in Italia per gli stessi motivi di lavoro, Cristian Mihai era uscito di casa la sera prima e non era più rientrato, tanto che al mattino gli stessi compagni si sono insospettiti per la prolungata assenza. I risultati dell’autopsia serviranno a capire se è verosimile l’ipotesi della caduta accidentale e dalle analisi si saprà se l’uomo possa aver fatto uso di alcol o altre sostanze. Successivamente la salma verrà restituita ai familiari che nel frattempo sono stati contattati con l’aiuto dell’ambasciata romena.
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