Premio Caniglia, Di Masci furioso

L’ex sindaco: «Contattare D’Alfonso per evitare la morte del concorso lirico»
SULMONA. La cancellazione del Premio Caniglia per mancanza di fondi scatena la reazione dell’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza Bruno Di Masci. Lo stesso che dopo l’allarme lanciato dagli organizzatori sui contributi che non arrivavano, aveva presentato un ordine del giorno, che impegnava sindaco e giunta a fare il possibile per reperire risorse e sollecitare la Regione. «Il Concorso internazionale di canto lirico Caniglia non deve morire», tuona Di Masci,«bisogna parlarne direttamente col presidente della Regione Luciano D’Alfonso che nel week end sarà a Sulmona per la due giorni di Fonderia Abruzzo. Tutte le iniziative poste in essere stanno venendo meno, ma bisogna comunque trovare qualche soluzione. Il Concorso Caniglia l’ho visto crescere e non deve morire». L’ex sindaco è convinto che, anche rinviando la kermesse prevista a settembre, la manifestazione vada tutelata. Intanto, il sipario resta giù sulla 35esima edizione del concorso internazionale di canto lirico per gli appena 6mila euro di contributi arrivati. Metà da parte della Fondazione Carispaq e l’altra dal Comune di Sulmona, in un decrescendo che aveva visto i contributi della giunta Federico pari ad 8mila euro, scesi a 5mila con Ranalli e ora ridotti ad appena 3 con Casini. Andrea Tella, figlio di Filippo, storico fondatore del Premio, non risparmia critiche. «Mio padre si sta rivoltando nella tomba», dice senza mezzi termini.(f.p.)
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