Prende soldi al disabile, avvocato sospeso

8 Maggio 2021

Il 40enne accusato di peculato, era tutore di un uomo che ha subìto un grave incidente: sequestrati beni per 35mila euro

AVEZZANO. Sottrae denaro al suo assistito disabile, ma viene scoperto dalla Guardia di finanza e interdetto dall’esercizio della professione. Nei guai è finito un avvocato di Avezzano che era amministratore di sostegno di un assistito portatore di handicap. Secondo l’accusa, il legale ha sottratto 35mila euro.
IL LEGALE. Il provvedimento cautelare è stato emesso nei confronti di Antonio Di Cintio, 40 anni, di Avezzano, conosciuto in città. Nel 2017 era stato anche candidato nella lista “Avezzano Giovane”, in corsa con il sindaco Gianni Di Pangrazio. I finanzieri della compagnia di Avezzano, guidati dal comandante Luigi Falce, hanno raccolto la denuncia dei familiari che erano preoccupati per quanto stava accadendo al loro congiunto.
L’uomo aveva riportato gravi traumi a seguito di un incidente stradale e si trova in una Rsa. Si era rivolto a un avvocato per seguire alcune pratiche legali. Quello che però ha fatto insospettire i familiari è stato il fatto che l’uomo non riusciva neanche a pagare a pieno le spese extra nella residenza in cui si trovava, nonostante percepisse pensione e indennità varie. Questo ha portato la famiglia a rivolgersi alle autorità per fare chiarezza sulla questione.
LE INDAGINI. Sono così scattati gli accertamenti degli uomini delle Fiamme gialle. Dalle indagini sarebbero emerse delle anomalie nel rapporto tra legale e assistito. I finanzieri avrebbero quindi accertato che l’avvocato, nominato amministratore di sostegno, aveva abusato della sua pubblica funzione impossessandosi di oltre 35mila euro. L’amministratore, che era stato nominato per tutelare gli interessi del disabile proprio da eventuali truffe, che erano state paventate dalle autorità, aveva invece agito, secondo l’accusa, all’opposto, tutelando i propri di interessi invece che quelli del suo assistito.
IL DENARO. Il professionista, sempre secondo quanto accertato nel corso delle indagini, avrebbe infatti gestito in maniera anomala il denaro del soggetto fragile contraendo, in nome e per conto dell’assistito, un prestito ipotecario di 30mila euro. L’operazione sarebbe servita a ripianare debiti pregressi maturati nella precedente gestione della tutela. In realtà l’avvocato, secondo quanto emerso, faceva uso personale del denaro, addirittura evitando di onorare le rette dovute alle strutture di riabilitazione. Questo sempre stando alla denuncia.
LE ACCUSE. Al termine delle attività investigative, l’avvocato è stato denunciato all’autorità giudiziaria di Avezzano per il reato di peculato. Condividendo la richiesta formulata dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, il giudice per le indagini preliminari, Daria Lombardi, ha emesso un decreto di sequestro preventivo dei saldi attivi, dei valori, titoli e preziosi, oltre che, in subordine, dei beni immobili e mobili registrati a nome dell’avvocato, fino al valore del debito da restituire che ammonta a circa 35mila euro. Il giudice ha inoltro disposto l’applicazione della misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di avvocato per la durata di un anno. «Anche in questo periodo difficile a causa dell’emergenza epidemiologica», fanno sapere dal comando di Avezzano, «l’azione di servizio svolta quotidianamente dalle Fiamme gialle mira a tutelare le condizioni di giustizia e solidarietà tra Stato e cittadini e a smascherare chi cerca di ottenere guadagni sfruttando lo stato di bisogno di soggetti in gravi difficoltà, in particolar modo di quelli fragili».
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