Presi con un chilo di cocaina pura in auto

2 Ottobre 2019

Arrestati dalla Guardia di finanza un marsicano e un extracomunitario, avevano stupefacente per 150-200mila euro

AVEZZANO. Droga di altissima qualità, cocaina purissima e che una volta tagliata avrebbe potuto fruttare 150mila euro, forse di più. Era nascosta in un doppio fondo all’interno di un borsello, dietro al sedile dell’auto. I finanzieri però hanno trovato la sostanza stupefacente e arrestato due persone, che erano all’interno dell’auto. In manette sono finiti Enrico D’Orazio, 55 anni, di San Vincenzo Valle Roveto, e Farah Bari, 40, di nazionalità marocchina, entrambi con precedenti di polizia.
Stavano viaggiando a bordo di un’auto, ma a insospettire le Fiamme gialle sono state le manovre messe in atto dal conducente. Il blitz è avvenuto in piena notte. Gli agenti della Guardia di finanza della Compagnia di Avezzano, durante il controllo del territorio, hanno notato la macchina che si avvicinava al posto di blocco. In particolare, i finanzieri, al comando del capitano Luigi Falce, sono stati insospettiti dalle strane modalità con cui il conducente guidava. Hanno subito riconosciuto le persone che erano all’interno, entrambi noti alle forze dell’ordine e già finiti diverse volte sotto inchiesta con precedenti anche collegati a casi di droga.
È scattata così la perquisizione dell’auto, che ha permesso di rinvenire un borsello contenente un involucro. Nella confezione era stata nascosta della cocaina purissima, del peso di oltre un chilo. La droga è stata posta sotto sequestro, così come l’auto. Il valore, secondo i primi accertamenti, si aggira intorno ai 150-200mila euro, visto che si tratta di cocaina pura, ancora da tagliare e da suddividere in dosi.
Soddisfazione è stata espressa per l’operazione dal colonnello Gabriele Nastasi, comandante provinciale dell’Aquila, che ha evidenziato come «la costante attività di prevenzione e di repressione dello spaccio e del traffico di stupefacenti, posta in essere da tutti i finanziari nella provincia aquilana, è volta a salvaguardare e tutelare la salute delle persone, soprattutto dei più giovani, spesso vittime di una piaga sociale come quella della droga e in particolar modo della cocaina». D’Orazio, difeso dall’avvocato Stefano Guanciale, era rimasto coinvolto qualche anno fa anche nell’operazione Karkouba (termine del dialetto marocchino per chiamare la droga). Un gruppo di 50 persone, guidato da due stranieri, importava la droga dal Nord Italia. Dal Nordafrica arrivava in Lombardia e poi in Abruzzo, con una inedita direttrice Marocco-Bergamo-Marsica. I carichi erano di piccola entità, massimo di mezzo chilo, per evitare grossi sequestri in caso le cose fossero andate male. Nella Marsica la droga veniva venduta da spacciatori che prendevano appuntamento per telefono con gli acquirenti, facendosi descrivere l’aspetto fisico. Anche ora la Guardia di finanza indaga per ricostruire le modalità di spaccio a cui la droga era destinata.
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