Presider, 124 dipendenti disoccupati entro 7 giorni

AVEZZANO. Una settimana e poi tutti disoccupati. È questo l'epilogo per i 124 dipendenti della Presider, storica azienda marsicana della famiglia Lombardi, che dopo aver usufruito di tutti gli...
AVEZZANO. Una settimana e poi tutti disoccupati. È questo l'epilogo per i 124 dipendenti della Presider, storica azienda marsicana della famiglia Lombardi, che dopo aver usufruito di tutti gli ammortizzatori sociali vedono sempre più incertezza nel loro futuro.
Da martedì prossimo, infatti, saranno ufficialmente disoccupati e per il momento l'unica cosa che potranno fare è iscriversi alle liste dell'ufficio di collocamento in cerca di un nuovo lavoro. Sono tutti padri di famiglia, tra i 38 e i 54 anni. Hanno lavorato per una vita nell'azienda del nucleo industriale della città, uno dei fiori all'occhiello dell'imprenditoria marsicana, e ora si ritrovano senza un futuro.
L'azienda, infatti, ha intrapreso la strada del concordato liquidatorio e per i 144 lavoratori non c'è stato più nulla da fare. In 20 hanno lasciato il sito scegliendo la strada della mobilità volontaria, gli altri sono rimasti sperando che le cose potessero cambiare rotta.
La virata tanto attesa, però, non c'è stata. L'iter per il concordato è andato avanti e, dopo un iniziale rallentamento dovuto all'assenza delle aziende creditrici al tribunale, il commissario nominato per occuparsi della vicenda ha continuato a lavorare.
Si era ipotizzato che dovesse occuparsi prima dei piccoli creditori per poi passare a quelli più grandi, ma per il momento nessuna ipotesi è stata confermata. Ciò che invece è certa è la scadenza degli ammortizzatori sociali. La cassa integrazione chiesta dalla Presider scadrà la prossima settimana e i dipendenti impegnati nella lavorazione dell'alluminio non riceveranno neanche più gli 870 euro mensili grazie ai quali hanno tirato avanti fino a ora.
L'onorevole di Sel, Gianni Melilla, aveva presentato sulla vicenda un'interrogazione al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, chiedendogli di intervenire, ma a oggi non c'è stata alcuna risposta. (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

