Presidio ex ricercatori Intecs davanti alla sede dell’Inps

L’AQUILA. Si sposta per un giorno davanti alla sede dell’Inps il presidio degli ex ricercatori della Intecs, licenziati a dicembre del 2017. Questa mattina, a partire dalle ore 10, i lavoratori...
L’AQUILA. Si sposta per un giorno davanti alla sede dell’Inps il presidio degli ex ricercatori della Intecs, licenziati a dicembre del 2017. Questa mattina, a partire dalle ore 10, i lavoratori insceneranno un sit-in in via dei Giardini: l’Inps ha sospeso l’erogazione della Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione e potrebbe addirittura chiedere indietro le somme già percepite. Per gli ex ricercatori sarebbe l’ennesima beffa: «Siamo di fronte a una vera emergenza sociale», spiega il segretario della Fiom Elvira De Sanctis,«con i lavoratori senza stipendio, senza le spettanze dovute dall’azienda per l’ingiusto licenziamento e ora anche senza Naspi. Ricordiamo che ntecs è entrata in concordato preventivo, con l’intervento del Tribunale di Roma. E nel frattempo l’Inps sta comunicando l’interruzione dell’erogazione del sussidio di disoccupazione, in quanto ritiene che manchino i requisiti. Il rischio è che l’ente richieda indietro quando finora erogato. Per i lavoratori sarebbe il colpo di grazia». Da 14 mesi gli ex ricercatori hanno inscenato un presidio permanente davanti alla sede della Regione, in via Leonardo da Vinci: risale a qualche settimana fa l’appello lanciato per trovare una roulotte, visto che il camper che da gennaio 2018 staziona per strada deve essere restituito. La mobilitazione non può essere annullata, la soluzione alla loro vertenza appare sempre lontana: c’è un’operazione di ricollocamento, avviata da Giovanni Lolli alla vigilia delle elezioni regionali e che coinvolge le aziende del territorio che operano nel settore spaziale, ma i lavoratori sono in attesa di azioni concrete, sollecitate Regione.(r.s.)
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