Preziosa scultura torna a casa dopo 100 anni

28 Agosto 2019

L’opera, esposta al Munda, raffigura la “Madonna lactans”. Apparteneva a una chiesa di San Demetrio

L’AQUILA. È tornata all’Aquila dopo quasi cento anni, la scultura lignea policroma che raffigura la Madonna Lactans custodita al museo nazionale di palazzo Venezia, a Roma. La statua del XIV secolo, appartenuta originariamente alla chiesa di San Giovanni di San Demetrio ne’ Vestini, è opera di un maestro abruzzese, probabilmente lo stesso che ha realizzato la Madonna di Penne. Nel 1920 è stata acquistata per la collezione romana e non è più tornata in Abruzzo. Ieri pomeriggio ha raggiunto il Munda (Museo nazionale d’Abruzzo), nella zona delle 99 Cannelle, per arricchire l’esposizione “La Madre generosa”, che raccoglie diverse statue sullo stesso tema di epoca Medievale e che resterà visitabile fino al 29 settembre. «La scultura raffigura la Madonna in trono col bambino seduto sul suo ginocchio destro, di tre quarti ma col viso di fronte all’osservatore, mentre tocca il seno scoperto della madre, intenta invece a offrirgli un pomo, secondo un’iconografia, quella della Madonna del Latte, assai diffusa anche nella scultura lignea» come spiega nella scheda tecnica la studiosa Grazia Maria Fachechi, «ieratica e impassibile, la Vergine, dall’incarnato chiarissimo, indossa una tunica rossa, coperta da un manto dorato con l’interno in verde; il Bambino invece veste di bianco e di un drappo arancione. Le indagini scientifiche condotte nel 2009 dal Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze hanno permesso di identificare la specie legnosa utilizzata che è risultata essere il pioppo (populus)». La scultura supera in altezza il metro e mezzo e risulta di fattura molto pregiata. «Fu recuperata dal Soprintendente Federico Hermanin all'indomani del terremoto della Marsica del 1915», spiega la direttrice del Polo Museale, Lucia Arbace, «doveva appartenere al museo che stava nascendo di Castel Sant’Angelo, ma che decenni dopo fu realizzato a palazzo Venezia. È motivo di orgoglio essere riusciti a riportare all'Aquila anche solo per una mostra temporanea questa scultura del Trecento proveniente da San Demetrio, in prestito dal museo nazionale di Roma. Si tratta di un simulacro di fede che propone una Madre generosa e assai materna. Il nobile gesto dell'allattamento al seno, indagato nella mostra a partire dalle origini pagane della Madonna Lactans, è anche un invito alle donne a non trascurare una prerogativa importante della maternità».
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