Prima sopravvive al Covid e poi muore a 101 anni

16 Dicembre 2020

Lidia Celaia, aquilana, era l’ospite più anziana nella casa di riposo Don Orione  Una donna battagliera ed elegante che amava parlare con fierezza della sua vita

AVEZZANO. Si è spenta l’ultracentenaria della Rsa Don Orione di Avezzano. Lidia Celaia, classe 1919, era guarita dal Covid solo dieci giorni fa. Giovedì scorso aveva rilasciato un’intervista al Centro. Nella mente ancora lucida dell’anziana erano ben impressi i momenti più belli della sua vita. Aveva riconquistato il suo essere donna battagliera, energica, indipendente e spiritosa. Poi improvvisamente le sue condizioni di salute sono precipitate. Nonna Lidia, come la chiamavano tutti, era la più anziana della casa di riposo. Il suo arrivo al Don Orione risale al 10 gennaio di sei anni fa. Era stata una delle prime a contrarre il coronavirus. Il 12 novembre il tampone dell’anziana ospite aveva dato esito positivo. Sono state le operatrici Alessandra Scolta e Francesca Argentieri a prendersi cura di lei. Ma dopo qualche linea di febbre e qualche colpo di tosse aveva superato brillantemente la fase critica fino alla completa guarigione avvenuta appena dieci giorni fa. È stato proprio durante l’infezione che ha compiuto 101 anni. Lidia era nata all’Aquila l’11 ottobre del 1919, ma ha trascorso gran parte della sua vita nella Marsica. Aveva 21 anni quando sposò Attilio Michetti, un tassista di Avezzano. «Da giovane tra i tanti lavori ho fatto la cassiera in un bar di Avezzano», aveva detto al Centro con un pizzico di nostalgia misto a fierezza, «poi nel tempo libero andavo a ballare con le amiche». Nei suoi racconti del passato fatti di ricordi e aneddoti traspariva una donna piuttosto emancipata per l’epoca. L’adorato marito che ogni mattina le portava il caffè al letto e le aveva fatto prendere pure la patente la lasciò quando aveva 44 anni. Dall’amore con il tassista erano nati due figli: Renzo e Liliana entrambi scomparsi. E poi c’erano le amiche, quelle dei pomeriggi trascorsi a chiacchierare tra una partita di poker e l’altra. Fino all’età di 94 anni ogni domenica Lidia aveva riunito la famiglia intorno al tavolo della sua casa di via Oslavia. Sempre con i capelli in piega e l’immancabile rossetto sulle labbra che le conferivano un tono sobrio ed elegante. E bravissima a confezionare lavori a maglia. I funerali si terranno oggi, alle 15, nella chiesa del santuario Don Orione di Avezzano. Lidia lascia i nipoti Attilio, Federica, Francesco, Barbara e i pronipoti Aurora, Elena, Mattia, Jacopo, Lara, Alessandro e Sofia.
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