Primi 200 tamponi agli operai Ma non mancano le polemiche

Cento alla tensostruttura Ance all’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio e 100 alla Cna Prenotazioni fino al 25 maggio. E Cgil, Cisl e Uil accusano il sindaco di bloccare i cantieri
L’AQUILA. I primi 200 operai sono stati sottoposti a tampone anti-Covid nella giornata di ieri. Cento i prelievi effettuati nelle tensostrutture allestite dall’Ance nell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. Altrettanti gli esami andati a buon fine nella sede della Cna dell’Aquila, in via Pescara, dove è stato approntato un analogo servizio. La macchina dei controlli per aprire i primi cantieri Covid-free si è messa in moto, ma le polemiche sull’ordinanza del sindaco Pierluigi Biondi, che obbliga le ditte edili a monitorare tutte le maestranze entro 14 giorni dall’avvio dei lavori, non si smorzano. Scendono in campo anche i sindacati: Cgil, Cisl e Uil chiedono «il ritiro dell’ordinanza blocca-cantieri, non condividendola nel merito e nel metodo».
NEL CRATERE. Intanto, nei 56 comuni del cratere, dove i tamponi non sono obbligatori, è ripartito solo il 20% dei lavori. Per limitare il rischio di contagio e applicare le necessarie misure di sicurezza, è stato siglato un protocollo con Usrc, Ance e ordini professionali, per tracciare gli spostamenti degli operai. Quotidianamente le ditte appaltatrici dovranno riempire e consegnare ai comuni le schede di rilevazione sulle soluzioni organizzative adottate.
PRIMI TAMPONI. I primi 100 operai delle ditte iscritte all’Ance si sono sottoposti a test sierologico e tampone ieri. «L’attività proseguirà nei prossimi giorni per tutte le imprese che volontariamente ritengono di dover sottoporre a screening le proprie maestranze», fa sapere l'Ance specificando che «la capacità del centro prelievi è di 500 test al giorno. In poche ore le prenotazioni hanno superato quota mille. È questa l’evidenza plastica», commenta il presidente dei costruttori, Adolfo Cicchetti, «di come operare in sicurezza, al di là di ciò che è obbligatorio o meno, è prima di tutto un interesse degli imprenditori che, ferma restando la libertà di scelta degli operai sui tamponi, che peraltro non forniscono patenti di immunità, stanno scegliendo la via della massima precauzione possibile».
«Anche nella sede della Cna sono stati sottoposti a tampone i primi cento operai della ricostruzione», fa sapere il direttore Agostino Del Re. «Abbiamo prenotazioni fino al 25 maggio».
SINDACATI CONTRO. Ma per i segretari di Cgil, Cisl e Uil «l’ordinanza di Biondi, che ha di fatto bloccato la ripartenza dei cantieri della ricostruzione pubblica e privata, va ritirata. Il sindaco continua a ignorarci, preferendo un dialogo parziale con l’Ance e gli Ordini professionali e dimostrando sgarbo e scorrettezza istituzionale. Il risultato è che solo all’Aquila prevale un sentimento di confusione nell’intera filiera edile». Diversa la posizione di Coalizione sociale, che auspica tamponi per tutta la popolazione.
REGOLE NEI COMUNI. «Abbiamo pensato di far ripartire al più presto i cantieri, conciliando questa esigenza con la tutela della salute dei cittadini», afferma il coordinatore dei sindaci del cratere, Francesco Di Paolo, «è prioritario garantire la ripartenza della ricostruzione in piena sicurezza». Secondo il protocollo siglato da Comuni e Usrc le ditte, per la gestione delle maestranze in cantiere, dovranno attenersi a tutta la normativa nazionale vigente in materia, con misure ancora più restrittive. «In considerazione della particolarità dei cantieri edili», si legge nel documento, «le imprese dovranno evitare aggregazioni anche in relazione agli spostamenti degli operai per raggiungere il posto di lavoro, garantire il corretto accesso alla mensa e assicurare il servizio in locali adiacenti al cantiere o in esercizi commerciali nelle vicinanze e, in caso di pernottamento, reperire strutture ricettive vicine al cantiere». Infine, «dovranno essere comunicate quotidianamente, le soluzioni adottate per gestire le maestranze».
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