Processione del Venerdì: folla di migliaia di fedeli invade le vie del centro

8 Aprile 2023

La partenza da San Bernardino, poi il percorso modificato per i cantieri Scorta d’onore alla statua del Cristo morto affidata alla Polizia di Stato

L’AQUILA. Due ali di folla hanno accompagnato la Solenne processione del Cristo morto. Il corteo ha attraversato le vie del centro storico dell’Aquila con alcune modifiche di percorso necessarie per aggirare i molti cantieri. La scorta d’onore della statua del Cristo morto quest’anno affidata alla Polizia di Stato.
La processione è organizzata dai Cavalieri del Venerdì Santo di concerto con la comunità dei frati di San Bernardino e con la Provincia dei Frati minori, ora denominata di San Bonaventura. Il nuovo percorso della processione ha dovuto evitare il corso stretto e un lato di piazza Duomo, dove ci sono i l cantieri per la ripavimentazione e riqualificazione, scendendo a via dell’Arcivescovado passando davanti alle Anime Sante, risalendo poi per corso Federico II, corso Vittorio Emanuele per poi rientrare nella chiesa di San Bernardino, dove il cardinale Giuseppe Petrocchi, insieme al vescovo ausiliare Antonio D’Angelo, ha celebrato la messa.
La processione del Cristo morto ha visto quest’anno una grande partecipazione di popolare. Tantissimi aquilani si sono infatti assiepati lungo il percorso e, per la prima volta, la processione è passata sulla nuova pavimentazione chiara di corso Vittorio Emanuele. Proprio il bianco della pietra ha dato una inedita luminosità ai vari simulacri. La corale riunita – il grande coro che vede impegnati la gran parte dei coristi aquilani diretti da Carlo Mantini con l’ausilio di Vincenzo Vivio – quest’anno ha dovuto rinunciare all’apporto dei giovani musicisti che con il violino accompagnavano i coristi nell’esecuzione del Miserere di Selecchy.
Nonostante la Solenne processione del Cristo morto dell’Aquila sia l’unica autorizzata a portare questo nome, il Venerdì Santo ha visto numerose processioni snodarsi nelle vie delle frazioni aquilane. Una di queste si è svolta ad Arischia lo scorso primo aprile, anche con una rappresentazione della Passione di Cristo. La tradizione della Solenne processione del Cristo morto è ripresa all’Aquila nel 1954 grazie alla collaborazione di quello che allora era un aspirante frate, Salvatore Roccioletti – scomparso improvvisamente nel maggio del 2016 – che ripristinò una tradizione risalente al 1500, riuscendo a coinvolgere numerosi artisti e aquilani, tra cui Remo Brindisi, che realizzò la maggior parte dei simulacri.
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