Processione, in 3mila firmano per il ritorno al rito tradizionale

19 Febbraio 2016

I promotori della petizione: no all’utilizzo dei megafoni Contestata anche la ventilata abolizione dello “struscio”

SULMONA. Sono già quasi tremila i cittadini che chiedono la versione tradizionale della processione del Venerdì Santo. Tante, infatti, sono le firme raccolte dal comitato di difesa di uno dei riti più celebri della settimana santa, che ha la propria pagina Facebook, che ha già raggiunto circa mille seguaci in tre giorni (salviamo la tradizione del venerdì santo di Sulmona’). «Non pensavamo di avere già tutte queste adesioni», ammette in conferenza stampa Luciano Angelone, fra i promotori dell’iniziativa, «e invece la gran parte dei cittadini è con noi nella difesa dei valori del tradizionale rito. Organizzeremo fino a fine anno anche dei banchetti per la raccolta delle firme, che ora stiamo prendendo col passa parola e via Facebook. Da sempre la Pasqua è il periodo identitario della città per eccellenza e la processione ne é la maggiore espressione. Vederla stravolta a suon di modifiche ci spiace e da qui la nostra iniziativa di cittadini esterni all’evento». Gli interni sono invece i componenti del coro, che ieri, in conferenza stampa, hanno esternato le loro preoccupazioni legate al fatto che la prima prova è stata fissata il 9 marzo, appena due settimane prima della processione che cade quest’anno il 25 marzo prossimo. A peggiorare le cose ci sono anche le ultime dichiarazioni del vescovo che avrebbe espresso dubbi sul classico passo dello struscio «perché non riconducibile alla tradizione religiosa». Secondo i coristi, invece, non solo dovrebbe essere mantenuto l’andamento cadenzato, ma si dovrebbe anche tornare a cantare dall’inizio di viale Roosevelt fino a via De Nino, evitando i lunghi periodi di silenzio degli ultimi anni. «Siamo consapevoli del fatto che molto di questa processione è folclore», aggiunge Angelone, «ma è parte della sua essenza e dell’essenza di ognuno di noi. Io, personalmente, parlo da laico, ma le emozioni che il rito riesce a trasmettere vanno al di là dei valori religiosi e riescono a coinvolgere ognuno di noi».

In una lettera che sarà spedita all’Arciconfraternita della Trinità sono contenute le richieste del comitato: eliminare i megafoni, limitare la presenza dei fotografi, ripristinare il percorso precedente su piazza Plebiscito (all’altezza della chiesa della Tomba) e il rientro senza interruzione davanti l’Annunziata. «Non vogliamo fare polemiche», aggiunge Angelone, «e auspichiamo che anche il vescovo e i parroci, che sono intervenuti proprio in queste ore rivendicando il rispetto del bene comune, sposino la nostra causa. Del resto stiamo difendendo i valori e le tradizioni della nostra terra». I promotori del comitato, che comprende anche Francesco Comparetti e Fabio Balassone, citano a sostegno delle loro tesi il testo sulla storia di Sulmona di Francesco Sardi de Letto, che fa risalire le prime tracce documentate della processione prima del 1750, con l’organizzazione della Congrega laica del nobili e poi solo nel’800 passata all’Arciconfraternita della Trinità.

«Da anni i vari vescovi che si sono succeduti hanno provato a modificare questo rito», ricordano Comparetti e Balassone, «per ripristinarne il valore religioso, ma anche quello della tradizione e del folclore ha il suo peso».

Federica Pantano

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