Processo digitale per i minorenni: protesta anche la Procura aquilana

Dal 30 giugno sarà attiva la nuova piattaforma telematica ma i procuratori chiedono più tempo Da 27 città italiane è partita la lettera al ministero per chiedere più corsi di formazione ai dipendenti
L’AQUILA. Via al processo digitale anche per la giustizia minorile ed è protesta tra i procuratori di 27 città italiane, tra cui David Mancini, procuratore al tribunale dei minorenni dell’Aquila. La polemica verte sulla nuova piattaforma Siced, che entrerà in funzione dal prossimo 30 giugno. Una vera e propria svolta per i procedimenti giudiziari che riguardano i minori: dal cartaceo, infatti, si passerà al telematico per favorire lo snellimento delle procedure e dell’attività amministrativa. Obiettivi riconosciuti dagli stessi procuratori che, tuttavia, chiedono a gran voce l’adozione di «misure urgenti» per la formazione di tutti i magistrati minorili e dell’intero personale alla nuova piattaforma. «Il rischio», specificano le toghe, «è quello di una paralisi delle procedure». Spaventano dunque eventuali contraccolpi all’attività ordinaria e soprattutto i disservizi. Un aspetto che va a unirsi alla carenza di personale sottolineata più volte dalle procure per i minori. La protesta si è concretizzata in una lettera inviata al ministero della Giustizia, al dipartimento per la Transizione digitale, al dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria e al Consiglio superiore della magistratura: un documento nel quale si chiede alle istituzioni un periodo di tempo necessario ad assorbire i cambiamenti. Ma i tempi sono stretti: la nuova piattaforma digitale sarà attiva dal 30 giugno e le prime ore di corso di formazione sono iniziate soltanto giovedì scorso. In totale sono previsti soli tre webinar da quattro ore ciascuno. Troppo poche secondo i magistrati. «In primo luogo», osservano i procuratori nella lettera, «gli applicativi non sono stati ancora consegnati agli uffici, e neppure è stato ancora richiesto l’elenco dei soggetti ai quali dovranno essere rilasciate le credenziali d’accesso e l’operatività». E ancora: «Appare abbastanza improbabile che tale complessa operazione possa essere compiuta in tutti gli uffici entro la data del 30 giugno». Ma, a detta delle toghe, il nuovo sistema cela ancora diverse lacune: «Non risulta essere stata sufficientemente considerata la problematica della presa in carico delle relazioni di segnalazione alla Procura, né il tema del trattamento delle segnalazioni stesse che, provenendo da soggetti variamente qualificati, arriveranno in forma cartacea o mediante Pec o Peo, e dovranno essere scansionate e caricate nel sistema perché poi si possa procedere alla trattazione ed eventualmente alla redazione dei ricorsi e al deposito in Tribunale in forma telematica».
I procuratori richiesto, inoltre, «l’assegnazione straordinaria di personale addetto al data entry», a causa delle carenze di organico che attualmente si registrano nelle Procure minorili di tutta Italia. (l.p.)
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