Produzione di idrogeno verde: i giapponesi pronti a investire

Delegazione della multinazionale Renova a Raiano per vagliare la realizzazione di un sito nel territorio Il carburante ecologico prodotto da fonti rinnovabili, coinvolte anche aziende australiane e abruzzesi
RAIANO. Produrre idrogeno verde dalle fonti rinnovabili sfruttando le agevolazioni concesse dalla Zes. Una sfida importante per la Valle Peligna, che potrebbe essere vinta grazie a un'azienda giapponese pronta a investire nel territorio. Ieri una delegazione proveniente dal Giappone ha fatto visita a Raiano per iniziare a tessere un dialogo con l’amministrazione locale e regionale.
IL PROGETTO
Anche in Abruzzo le fonti per le energie rinnovabili sono sempre di più. Pale eoliche, pannelli fotovoltaici e ora anche siti per la produzione di idrogeno verde. Si tratta della variante verde dell’idrogeno che si produce tramite il processo dell’elettrolisi dell’acqua in speciali celle elettrochimiche alimentate a loro volta da elettricità prodotta da fonti rinnovabili come per esempio i pannelli solari. È un processo che non ha effetti inquinanti di cui in Italia si occupano in pochi. Proprio per questo la Valle Peligna e l’Abruzzo non vogliono farsi scappare questa importante occasione. A presentare l'idea, che è ancora in fase embrionale, è stata una delegazione di tecnici giapponesi di Renova che operano in collaborazione con un’azienda australiana, Infinite green energy, e due realtà abruzzesi Texol e Abrex.
L'INCONTRO
Nel vertice che si è tenuto ieri al Comune di Raiano alla presenza di una delegazione di giapponesi, del sindaco Marco Moca e del consigliere regionale Massimo Verrecchia, si è fatto il punto sulle varie possibilità di realizzazione del progetto in Abruzzo. L’iniziativa viene da lontano e già da un anno si lavora per cercare di concretizzarla. Bisognerà ora capire se ci sono i presupposti per creare il sito. L’iter burocratico è molto lungo ma le opportunità da cogliere in termini di agevolazioni sono diverse. Proprio per questo gli amministratori hanno subito aperto le porte del municipio dando la possibilità di illustrare il disegno che coinvolgerebbe diverse realtà industriali al livello mondiale e locale. «Da un anno si sta cercando di sviluppare sul territorio della Valle Peligna e in particolare a Raiano, Corfinio e Prezza un progetto che mira alla creazioni di idrogeno verde», ha spiegato il primo cittadino Moca, «in particolare abbiamo avuto la richiesta da parte di alcuni investitori che avrebbero interesse a creare proprio a Raiano questo tipo di struttura visto che il nostro Comune rientra nella Zes (Zone economiche speciali) e ha delle agevolazioni. Sicuramente l’iter è lungo perché bisogna prima di tutto vedere se c’è la possibilità di effettuare questo tipo di insediamento». La delegazione giapponese accolta ieri in sala consiliare a Raiano fa capo alla Renova e potrebbe portare avanti il progetto insieme all’australiana Infinite green energy con il supporto anche della Texol e della Abrex due realtà delle province di Pescara e di Chieti. «Ci siamo messi subito a disposizione perché prima di tutto si tratta di un nuovo insediamento», ha concluso il sindaco Moca, «e poi perché producendo energia pulita potrebbe essere un valido supporto anche per il nostro territorio vista la situazione che si è venuta a creare con l’elettricità nei mesi scorsi. Abbiamo avviato per ora una fase interlocutoria, che coinvolge ovviamente anche la Regione Abruzzo, e speriamo di avere quanto prima delle novità».
GLI AIUTI
La creazione di un nuovo insediamento nella Valle Peligna è legato soprattutto agli aiuti, statali e regionali, che si potrebbero ottenere. Su tutti ci sono quelli concessi dalla Zes. «Ho preso parte all’incontro e ho spiegato le opportunità che ci sono», ha affermato il consigliere regionale Verrecchia, «abbiamo messo in campo una serie di misure, come per esempio la Zes, ma anche la Carta aiuti, e auspichiamo che ci sia la volontà da parte degli investitori di scegliere le aree interne. Va evidenziato, tra l’altro, che queste aree sono collegate dal punto di vista infrastrutturale e questo potrebbe essere un valore aggiunto per la ripartenza economica».
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