Profughi nella squadra di calcio del Morino

Attaccante e difensore fuggiti dalla Nigeria ospitati in Valle Roveto, gli altri migranti riparano il campo
MORINO. Hanno 19 e 20 anni, sono un difensore e un attaccante ed è su di loro che punta non solo una nuova società di calcio ma anche un paese intero. Innocent Enyinnaya e Iyile Ogoegbhlem vengono dalla Nigeria e sono due dei profughi che chiedono asilo politico all’Italia, accolti nella Country House di Civita d’Antino, nella Valle Roveto. È con orgoglio che ieri pomeriggio i due giovani, che già giocavano a calcio in Nigeria e che sognano la carriera sportiva in Italia, sono stati presentati in Comune dal sindaco Roberto D’Amico. Dopo sei anni di assenza, torna in paese la società sportiva di calcio. Si chiama “Lo Schioppo” e nasce dall’iniziativa di un gruppo di giovani “capitanato” dal presidente Cristian Taraddei. «Una sera di luglio» introduce il presidente affiancato dal vice Enzo Manni «ci siamo ritrovati e abbiamo detto: possiamo farcela. Morino ha grandi risorse e ha sempre amato il calcio. E non solo con gli uomini; a quanto pare piace anche alle donne. E così abbiamo cercato gli sponsor, ci siamo fatti dare qualche dritta dalla vecchia dirigenza e oggi eccoci qui». La società vanta due squadre, quella di calcio a 11 maschile che giocherà in Terza categoria, allenata da Luigi D’Amico, e quella di calcio a 5 femminile di serie C, allenata da Leonardo Giovarruscio. In tutto sono una quindicina le ragazze tesserate. Alcune hanno 14 anni. Il direttore sportivo è Emanuele Farina, il direttore generale Pierpaolo Pagliaroli. Tanti gli applausi che i cittadini hanno rivolto ai giovani del paese entrati nella società e presentati nella sala consiliare insieme alle due giovani promesse arrivate dalla Nigeria.
«In questi giorni» dice il sindaco D’Amico «una ventina di profughi ospitati a Civita ha lavorato incessantemente per rimettere su l’impianto sportivo comunale. Hanno ripulito il campo, ormai in disuso, dai rovi e dalle erbacce. E lo hanno fatto senza mai lamentarsi e con l’entusiasmo di vedere giocare su quel campo gli amici che con loro hanno condiviso l’esperienza di arrivare in Italia».
E mentre in Comune andava avanti la presentazione a cui hanno partecipato anche tanti altri ospiti della Country House, c’è chi in paese non ha resistito improvvisando una partita di calcio nella piazza. I giocatori? In tutto una ventina ma senza distinzione di etnie o altro. Solo un’unica grande squadra. (m.t.)
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