«Progetti edilizi, ecco la verità su quanto accade»
L’AQUILA. Da un lettore, Antonio Congeduti riceviamo e pubblichiamo: «È ormai da diverso tempo che i cittadini aquilani vengono colpiti dagli strali del sindaco e dell’assessore alla ricostruzione:...
L’AQUILA. Da un lettore, Antonio Congeduti riceviamo e pubblichiamo: «È ormai da diverso tempo che i cittadini aquilani vengono colpiti dagli strali del sindaco e dell’assessore alla ricostruzione: se la ricostruzione procede lentamente le responsabilità sono da addebitare, affermano, ai tecnici ed anche ai cittadini proprietari che non vigilano, non denunciano ma, a loro dire, delegano ogni aspetto della ricostruzione delle loro case agli amministratori di condominio. Viene da chiedersi: come sono andate le cose fino ad oggi? Provo a spiegarlo, forte della mia esperienza in merito. I progetti, fino ad oggi, nella maggioranza, se non totalità dei casi, sono stati presentati incompleti con la consapevolezza di tutti gli Uffici amministrativi: infatti, non veniva apposta la data sugli elaborati proprio per permettere l’integrazione della documentazione. Cosa ha comportato ciò per i cittadini/proprietari? L’amministratore, insieme con il tecnico, procedeva a far approvare all’assemblea condominiale il progetto dichiarandone l’esecutività e tacendo, al contrario, tutte le successive integrazioni, anche e soprattutto di ordine strutturale, che venivano presentate nel corso dei mesi successivi. Di tali integrazioni i proprietari nulla sapevano e nulla approvavano. Quando qualche cittadino ha chiesto, al tecnico ed all’amministratore, di visionare il progetto presentato, chissà perché la risposta era sempre di questo tenore: non ho il progetto (risposta illegittima in quanto l’amministratore è il committente ed è colui/colei che firma e deposita) e quindi lo devi chiedere al tecnico. Il tecnico, a sua volta, non fa vedere il progetto “intero”, né potrebbe visto che non è completo. Non resta che rivolgersi al Comune ed all’Ufficio Speciale. Avuta finalmente la documentazione, ma incompleta, è solo a quel punto che si leggono le lettere intercorse tra l’amministratore, il Comune e l’Ufficio Speciale circa la richiesta di ulteriore documentazione, di integrazioni, addirittura si viene a scoprire che l’amministratore presenta il progetto "con riserva" e con la "riserva" viene accettato dagli Uffici preposti, in molti di questi documenti non c’è la data sul prospetto e quindi restano oggetto dei tecnici per ulteriori e mai approvate integrazioni. Cosa fa, allora, il cittadino? Inizia a scrivere a Comune, Ufficio Speciale, Procura, Prefetto, Finanza, denunciando il fatto che è stato presentato un progetto incompleto, che le integrazioni, anche di ordine strutturale, non sono conosciute dal proprietario né dal condominio; che il progetto approvato, dichiarato esecutivo, in realtà era incompleto. Che quindi i Progetti Definitivi non vengono approvati in Assemblea. Cosa succede? Nulla! Il fatto che dopo sette anni di consegne "illegittime" di progetti ora il Comune cerca di correre ai ripari, fa pensare che se "guai" stanno per arrivare, non è certo per i cittadini che, appunto, sono "inguaiati", da sette anni, dai veri responsabili del disastro: i Tecnici, il Comune, l’Amministratore di Condominio e tutti gli altri Uffici Preposti».

