Progetto Case, 160 balconi saranno presto demoliti

14 Febbraio 2019

Negli edifici voluti da Berlusconi una ditta dovrà smantellarli per 287mila euro Le strutture pericolanti sono a Cese di Preturo, Sassa Nsi e Pagliare di Sassa

L’AQUILA. Più vicino l’avvio dei lavori di demolizione dei balconi per mettere in sicurezza le strutture pericolanti del Progetto Case.
Lo prevedeva una delibera di giunta che ora sarà attuata in seguito a una determina dirigenziale di due giorni fa. Si tratta, in particolare, della tipologia “Wood Breton” ovvero i balconi situati nella frazioni di Cese di Preturo, Sassa Nsi e Pagliare di Sassa.
La commessa per questo genere di lavori è stata aggiudicata alla ditta Massicci srl per la somma di 287mila euro compresi gli oneri per la sicurezza che ammontano a diecimila euro. I balconi da abbattere, secondo la delibera di giunta, sono complessivamente ben 160. Si tratta di balconi crollati o comunque ritenuti pericolanti.
Ecco come si è arrivati a questa decisione. Nel corso delle attività di manutenzione è emersa una criticità relativa a infiltrazioni di acqua nei balconi in legno nelle piastre 16 e 17 di Cese di Preturo, 1,2,3,6 a Pagliare di Sassa e 17 e 18 a Sassa Nucleo industriale (Nsi). Questa situazione di allarme era stata manifestata da alcuni assegnatari per cui si è proceduto ad affidare una consulenza sulla verifica delle condizioni dei balconi a un tecnico. Questi ha redatto una relazione interlocutoria nella quale ha parlato di condizione di degrado diffusa delle strutture lignee, per le infiltrazioni, tali da compromettere la staticità. Il 3 gennaio del 2017 il Comune aveva ordinato il divieto di accesso per i residenti ai balconi come pure il transito e sosta nelle aree condominiali sottostanti i balconi marci.
Le strade dove ci sono i palazzi nei quali saranno eliminati i balconi si trovano in via Marchetti a Sassa Nsi, via Volonté a Cese di Preturo, via Alleva e via Bertolini a Pagliare di Sassa.
In precedenza, un perito aveva rimesso al Comune una relazione finale proponendo come soluzione ottimale l’eliminazione integrale dei balconi. Ha poi specificato che la loro riparazione «comporterebbe un’operazione estremamente invasiva, di difficile attuazione e più onerosa». Di lì la decisione di approvare questa scelta. Ci si chiede se, dopo questi lavori, le abitazioni saranno comunque abitabili: la risposta appare positiva visto che le opere sono finalizzate proprio a questo anche se i fabbricati, privati dei balconi, avranno inevitabilmente un deprezzamento per questo.
Sui vari crolli dei balconi c’è un’inchiesta penale ancora molto lontana dalla definizione. (g.g.)
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