Progetto Case, ecco 6mila avvisi: stangata sulle bollette mai pagate

Le prime comunicazioni di morosità partiranno a giorni dal Comune, vanno recuperati 13 milioni La somma comprende canoni e servizi di luce e gas: ci saranno fino a due mesi per mettersi in regola
L’AQUILA. Il Comune emetterà, già nei prossimi giorni, circa 6mila comunicazioni di morosità, con il sollecito della richiesta di pagamento. Un passo propedeutico al recupero coattivo delle somme non versate, da parte dell’Agenzia delle entrate. Tanti risultano, a ricognizione conclusa, gli inquilini del progetto Case morosi, che non hanno pagato il canone di locazione dovuto, i consumi comuni di riscaldamento e acqua calda o il canone di compartecipazione, i cosiddetti “oneri condominiali”. Il recupero è scattato dopo che la Procura della Corte dei Conti ha delegato alla Guardia di finanza le indagini sulla mancata riscossione dei canoni e delle bollette sui consumi relativi al piano Case, gli alloggi realizzati nel post sisma per far fronte all’emergenza abitativa.
LA DELIBERA-TAMPONE. L’indagine della Finanza ha messo il Comune alle strette, tanto da approvare una delibera di giunta, con cui l’amministrazione incarica l’Agenzia delle entrate della riscossione coattiva degli importi finora non versati. Una cifra che oscilla intorno ai 13 milioni.
«Ci sono circa 6mila comunicazioni di morosità pronte a partire», confermano dal Comune, «che si tradurranno in un sollecito alla richiesta di pagamento. Gli inquilini del progetto Case che risultano morosi avranno dai 30 ai 60 giorni di tempo per mettersi in regola. In caso contrario, scatterà il recupero coattivo da parte dell’Agenzia delle entrate. Per gli importi più alti, stiamo valutando la possibilità di una dilazione».
Le somme degli accertamenti oscillano da poche decine di euro fino a 10mila euro.
Bollette e canoni non pagati, nel corso degli ultimi anni, che hanno portato il Comune a vantare un credito, nei confronti dei residenti del progetto Case, di circa 13 milioni di euro.
COSÌ IL COMUNE. La delibera in questione, approvata in Commissione programmazione e bilancio, seppure tra una ridda di polemiche, con 20 voti favorevoli su 30, dovrà passare, ora, al vaglio del consiglio comunale. Nella seduta della Commissione è emerso, inoltre, che il Comune non invia dal 2018 agli inquilini le bollette relative ai consumi.
«È un’attività che si è resa necessaria», afferma il vicesindaco e assessore al Bilancio, Raffaele Daniele, che ha reso nota l’indagine della Finanza, «a fronte degli scarsi risultati ottenuti dall’Ente, negli anni precedenti, con metodi convenzionali. La questione riguarda circa seimila cittadini e, nel rispetto del principio costituzionale di buon andamento della Pubblica amministrazione, ho ritenuto che la politica, pur non essendo organo deputato a occuparsi di questioni meramente tecniche, quali la riscossione di un credito, debba comunque fare al sua parte».
L’INDAGINE. La Corte dei Conti si è mossa dopo che, a settembre dello scorso anno, la Commissione garanzia del Comune, presieduta dal consigliere Giustino Masciocco, aveva inviato una relazione sulla gestione del progetto Case, da cui risultava che il Comune, dal 2015, non ha incassato circa 15 milioni di euro tra le bollette relative ai consumi energetici, le quote di compartecipazione e i canoni di locazione. Somma che, secondo la recente ricognizione degli uffici tecnici, supererebbe di poco i 13 milioni di euro, considerando gli importi che, nel frattempo, sono stati pagati.
«L’indagine», conferma Masciocco, «ha preso le mosse proprio dalla segnalazione della Commissione di garanzia alla Corte dei Conti. Adesso partiranno gli avvisi di recupero nei confronti dei cittadini morosi, a cui seguirà l’intervento dell’Agenzia delle entrate per le somme ancora non riscosse, come prevede la legge».
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