Progetto Case, il rebus della demolizione

21 Gennaio 2018

L’assessore Liris: cominciamo a utilizzare i 3 milioni per la manutenzione, ma uno studio ci dirà cosa fare del complesso

L’AQUILA. Sono in dirittura d’arrivo i 3 milioni di euro per cominciare a fare manutenzione agli edifici del Progetto Case e ai Map. Sono parte degli oltre 23,7 milioni di euro del Cipe stanziati per la copertura delle spese essenziali, per il triennio 2017-2019 da utilizzare per pagare l’affitto delle sedi comunali, manutenzione Progetto Case, Map e Musp, trasporto macerie, rimborso traslochi e manutenzione puntellamenti.
Il Comune, l’assessorato alle Opere pubbliche e Patrimonio, guidato dal vice sindaco Guido Quintino Liris, ha anche affidato alla Struttura tecnica di missione, che fa capo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paola De Micheli, uno studio per capire come e dove poter intervenire e, soprattutto, cosa fare delle 185 piastre che hanno ospitato 19.500 persone nel post sisma (ora sono 8.124, nell’ultimo report del Comune, al 31 dicembre 2017).
«Per questo abbiamo affidato lo studio alla struttura di missione», afferma Liris, «perché cosa fare e come, è un discorso che doveva essere incanalato dall’inizio, da quando l’ex amministrazione ha preso in carico Progetto Case e Map. Ora, in mezzo al caos più totale, ci troviamo a dovere rivedere tutto da capo. Ci sarebbero piastre da abbattere: in un primo momento si diceva 500, ora pare siano 250. Ma possiamo abbatterle? E che durata hanno questi alloggi “temporanei”, come li ha definiti la Ue? Se hanno una emivita di 15 anni – e qualcuno ce lo dovrebbe dire – vale la pena spenderci soldi, e tanti, se poi dovranno essere abbattuti? Sono domande alle quale speriamo possa dare in breve tempo proprio questo studio che hanno commissionato».
Intanto, però, il Comune comincerà a intervenire sulla manutenzione straordinaria: «L’esterno degli edifici, le scale, le autorimesse, gli ascensori, i giardini, i sottoscala, l’impiantistica (stiamo ultimando la sostituzione dei contatori)», sostiene Liris. «Purtroppo questi sono lavori che non hanno una visibilità, un impatto immediato. Stiamo anche portando avanti un’indagine sugli abusivi (un caso è stato scoperto giorni fa a Paganica), sulla morosità. Non è un lavoro semplice ed è troppo facile dire che “lo abbiamo ereditato”. Stiamo cercando di lavorare ed è molto difficile, perché si è soggetti alla Corte dei conti, si rischia grosso. Nessuna Corte, però, ci può aggredire in questo momento, perché gli interventi da fare sono troppi».
Ci sono centinaia di alloggi vuoti, con il Bando per l’assegnazione bloccato: chi dice 650, chi 600, mentre l’ultimo report del Comune parla di 391 alloggi del Progetto Case e 74 Map. Intanto la morosità continua a correre e ricadrà comunque sulla testa degli aquilani.
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