Progetto Case, nuovo pugno duro Cartelle a chi non ha pagato il gas

Avvisi per le utenze dal 2010 al 2013, il totale è di 218mila euro. Inviati anche agli eredi di 83 defunti Colonna: «Procediamo con controlli e recupero con l’Agenzia delle Entrate, una questione di equità»
L’AQUILA. È pugno duro verso chi non ha pagato le utenze del gas di Progetto Case e Map. Anche degli eredi di chi nel frattempo è deceduto. Il Comune dell’Aquila ha dato il via, infatti, all’invio delle cartelle per i mancati pagamenti di riscaldamento e acqua sanitaria del periodo 2010-2013 ai parenti di 83 destinatari deceduti. Ma anche a 32 persone ancora in vita. Sono cioè quelli che non si sono ancora messi in regola. Con le 115 cartelle, il Comune punta a recuperare poco più di 218mila euro.
Nella determina dirigenziale pubblicata ieri si ricorda come «tutte le utenze delle parti centralizzate e condominiali risultano intestate al Comune, come da fatture rimesse dalle società fornitrici e tutte agli atti dell’ente» e che «gli assegnatari degli alloggi del Progetto Case, sottoscrivendo il decreto di assegnazione, hanno espressamente accettato di rispettare tutte le norme regolamentari, nonché di corrispondere tutti i costi e canoni dovuti». La determina segnala, inoltre, che «con specifiche note sono state inviate agli assegnatari degli alloggi tenuti alla corresponsione degli oneri richiesti dall’amministrazione, prima le richieste di pagamento e poi, in caso di mancati pagamenti, i solleciti, in particolare, per il saldo delle spese relative ai consumi individuali del periodo 2010-2013». Nei mesi scorsi sono stati inviati i primi accertamenti di “diffida ad adempiere”. In 115 non hanno comunque pagato, secondo una «specifica ricognizione».
Si tratta solo di una delle azioni del Comune per recuperare i 20 milioni di euro di crediti che vanta verso chi ha vissuto negli alloggi temporanei post-sisma. Solo poche settimane fa era partita un’altra tornata di avvisi – ben 680 – verso chi non ha pagato il canone di compartecipazione tra il 2015 e il 2016, per un totale di 350mila euro.
«Stiamo precedendo nei controlli e nel recupero attraverso l’Agenzia delle Entrate», spiega l’assessore al Patrimonio Vito Colonna, continuando: «Stiamo accelerando i tempi, è questione di equità tra chi ha pagato e chi no, oltre che un obbligo di legge per il Comune. Stiamo anche recuperando numerosi appartamenti che risultavano abitati, ma non lo erano».

