Pronipote del duce nel luogo dei 9 martiri

L’Anpi insorge: bufera sull’iniziativa politica per il candidato di Fratelli d’Italia a Collebrincioni
L’AQUILA. Il pronipote del duce ospite di un’iniziativa politica a Collebrincioni, proprio nel paese teatro del rastrellamento dei Nove martiri. L’Anpi insorge. Il comitato provinciale dell’Associazione partigiani va all’attacco dell’iniziativa di Fratelli d’Italia – alla quale parteciperà anche il sindaco Pierluigi Biondi, dopo aver disertato, anche quest’anno, il 25 aprile – per lanciare la candidatura alle Europee di Caio Giulio Cesare Mussolini, figlio di Guido e nipote di Vittorio (secondogenito di Benito), in campo con Fratelli d’Italia nella circoscrizione Sud. “In Europa per cambiare tutto” è il titolo dell’iniziativa di stasera alle 20,30 nei locali del ristorante Parkkeller, il cui titolare è il consigliere comunale Daniele D’Angelo, noto per aver definito, su Facebook, il fascismo come «uno stile di vita».
«Non meriterebbe alcun commento una persona dal nome pomposo, un po’ ridicolo e al tempo stesso drammaticamente triste», commentano dall’Anpi. «Ma la sua vergognosa presenza a Collebrincioni rinnoverà la memoria del sacrificio dei Nove Martiri aquilani, che – rifiutando di arruolarsi nell’esercito dell’invasore tedesco – scelsero di combattere per la libertà dell’Italia, ma traditi da qualche ignobile fascista locale furono catturati dai nazisti proprio a Collebrincioni, portati all’Aquila e fucilati alle Casermette il 23 settembre 1943. Gli eredi del fascismo, di quell’eccidio, troveranno – ad accoglierli a Collebrincioni – la memoria viva di quei ragazzi, la storia di nove veri patrioti, il ricordo della loro bontà, del loro coraggio, della dignità con cui si sacrificarono per riscattare l’Italia dalla vergogna fascista. I Nove Martiri erano: Anteo Alleva, 17 anni, apprendista carpentiere; Pio Bartolini, 21 anni, manovale; Francesco Colaiuda, 18 anni; Fernando Della Torre, 20 anni, impiegato; Berardino Di Mario, 18 anni, studente; Bruno D’Inzillo, 18 anni, studente; Carmine Mancini, 19 anni, studente; Sante Marchetti, 19 anni, agricoltore; Giorgio Scimia, 20 anni, studente. I Nove Martiri, insieme a tutti coloro che parteciparono alla Resistenza e alla lotta di Liberazione, sconfissero il nazifascismo e misero fine alla tragedia in cui Mussolini aveva fatto precipitare l’Italia. Altro che retorica del Ventennio. Il fascismo», conclude l’Anpi, «è stato guerra, disperazione miseria, povertà, fame, odio, leggi razziali, disonore del Paese».(e.n.)
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