Pronta la sfiducia per Di Berardino
Prova del nove in vista al Consorzio di bonifica, dove è in arrivo la resa dei conti. L’ora X potrebbe scattare lunedì, nella riunione della deputazione amministrativa convocata dal presidente, Gino...
Prova del nove in vista al Consorzio di bonifica, dove è in arrivo la resa dei conti. L’ora X potrebbe scattare lunedì, nella riunione della deputazione amministrativa convocata dal presidente, Gino Di Berardino – finito nel mirino di Confagricoltura – con 4 punti all’ordine del giorno. Facile, quindi, prevedere il redde rationem. Il presidente di Confagricoltura, Fabrizio Lobene, infatti, è determinato a presentare una «mozione di sfiducia individuale all’indirizzo di Di Berardino, come previsto dallo statuto dell’Ente e», afferma, «se vi sarà un’altra maggioranza, si eleggerà un nuovo presidente, perché il Consorzio non ha bisogno di un commissario». Voci di corridoio danno in corsa per la presidenza l’attuale vice, Dario Bonaldi. A favore di Confagricoltura giocano le imminenti scadenze dei nominati dalla giunta D’Alfonso ai Consorzi: la decadenza, infatti, scatta entro 180 giorni dall’insediamento del nuovo consiglio. «Il 9 settembre, quindi», aggiunge Lobene, in replica al consigliere Roberto Giovagnorio, «Di Berardino, oltre ad aver perso l’appoggio dei 4 rappresentanti di Confagricoltura, perderà anche quello dei nominati, salvo motivata, quanto improbabile, conferma. A quel punto restano gli 8 eletti dei consorziati, dove 4 sono di Confagricoltura». Insomma, la strada sembra tracciata. Sulla questione interviene Coldiretti: «La nostra distanza nei confronti del presidente del Consorzio è nota», afferma il presidente Angelo Giommo, «oggi prendiamo atto che qualcuno si è svegliato all'improvviso. Tanta determinazione nel chiedere le dimissioni dell’attuale governance però non ci convince. Sembra un tentativo di riacquistare verginità». (m.s.)

