«Pronti a somministrare i pasti»
La Vivenda (gestore appalto): il servizio non parte per colpa del Comune
SULMONA. «La strumentazione necessaria per la somministrazione dei pasti è già a disposizione dell’azienda e pronta all’uso e i fondi che il Comune di Sulmona dovrà investire nei refettori non servono per acquistare le attrezzature o gli arredi che fanno capo alla società, ma per la messa a norma, dal punto di vista igienico-sanitario, dei refettori». Lo afferma la Vivenda l’azienda vincitrice dell’appalto di fornitura dei pasti per le scuole di Sulmona e che dal mese di settembre doveva garantire il servizio fermo al palo. Per la Vivenda l’avvio del servizio non è stato possibile perché in 13 plessi scolastici solo uno è in regola con le autorizzazioni sanitarie mentre gli altri sono sprovvisti, «risultando pertanto difficile spiegare come sia stato possibile in assenza delle autorizzazioni svolgere in precedenza il servizio». Ma la Vivenda non si limita a contestare l’inadeguatezza dei locali ma attacca il vecchio gestore contestandogli di non aver rispettato, nel corso della gestione le disposizioni del Contratto collettivo del lavoro. «A mero titolo esemplificativo, si evidenzia come i cuochi e aiuto-cuochi, invece di essere inquadrati nel 4° e 5° livello come previsto nel Ccnl, erano stati immessi con livelli non coerenti con le mansioni espletate», sottolinea la Vivenda, «inoltre gran parte degli addetti al servizio mensa, invece di essere inquadrati come Asm 6/6s livello, erano stati assunti come inservienti di 7 livello». Accuse che l’ex gestore, la Coselp rispedisce al mittente. «Noi abbiamo sempre operato con le carte in regola come dimostrano le autorizzazioni Asl per le scuole dove abbiamo operato», afferma il responsabile Maurizio Ferrini, «i nostri dipendenti sono la nostra forza e sono al primo posto tanto che nonostante la nostra ditta non sia più titolare dell’appalto ha attivato la cassa integrazione per garantirgli la mensilità di ottobre che hanno perso per colpe non nostre». (c.l.)
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