«Pronto il nuovo piano sociale»

24 Giugno 2017

«Uno dei compiti della politica è prendersi cura delle persone che hanno bisogno», ha esordito Americo Di Benedetto, convocato dai rappresentanti delle associazioni Centottanta amici e Tribunale per...

«Uno dei compiti della politica è prendersi cura delle persone che hanno bisogno», ha esordito Americo Di Benedetto, convocato dai rappresentanti delle associazioni Centottanta amici e Tribunale per i diritti del malato per riflettere sulle questioni inerenti alle crescenti difficoltà di salute mentale in città e alle carenze nel servizio ospedaliero. Ad affiancarlo, nel dibattito, l'assessore uscente alle Politiche sociali, Emanuela Di Giovambattista, che ha parlato del «nuovo piano sociale, che prevede innovazioni importanti, come una integrazione socio sanitaria nell'ambito della salute mentale. Siamo stati anche», ha detto, «la prima amministrazione a fare un protocollo d'intesa con il dipartimento di Salute mentale».
«Le disponibilità finanziarie sono sempre poche, ma bisogna valutare una razionalizzazione della organizzazione e una maggiore sensibilità e propensione alla disponibilità finanziaria», ha spiegato il candidato sindaco, «la mia intenzione è quella di mettere in campo una iniziativa di sensibilizzazione e divulgativa delle opportunità: a volte la nostra città si distrae da quelle che sono le possibilità contingenti. Abbiamo carenze nelle prospettive di investimento perché non abbiamo conoscenze della fruibilità per esempio dei fondi europei: non partecipiamo né alla fase di programmazione, né alla fase successiva. Il sistema rinnovato del terzo settore può creare opportunità non pressate fiscalmente nel mondo dell'associazionismo che è un mondo in grande effervescenza». Il candidato ha poi parlato del piano socio/assistenziale di zona. «L'amministrazione comunale in questo ambito di riorganizzazione importante può dare un'attenzione notevole a questo settore», ha continuato, «la Consulta sulla salute è un altro elemento che deve essere un riferimento prioritario da parte dell'esercizio del governo cittadino. In prospettiva c'è da parte mia volontà di crescere insieme». Poi la difficoltà reale della carenza di personale. «Prevenire i problemi di salute mentale costerebbe molto meno rispetto a correre ai ripari», ha commentato Di Benedetto. «È il paradosso della parsimonia, in economia. Va fatta una valutazione che non deve terrorizzare». Infine l'ospedale. «Dobbiamo chiedere più reparti, un investimento reale, qualità nell'emergenza», ha concluso. «Il rapporto università/ospedale è un elemento che genera la qualità del servizio. Vogliamo raggiungere obiettivi di qualità più che di forma». (m.c.)
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