Pronto soccorso, è scontro aperto tra Casini e Tordera

Il sindaco: il reparto è al collasso, subito un incontro La Asl: adottate tutte le misure per assicurare i servizi
SULMONA. Le carenze di personale all’ospedale Annunziata, in particolare al pronto soccorso dove sono in servizio 4 medici sui 9 previsti, costretti a fare turni da 12 ore, preoccupano non poco il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini.Per quest’ultima non sono arrivate le necessarie risposte attese da tempo e da qui l’intenzione di avviare un confronto con i soggetti interessati.
«Il pronto soccorso è in grave sofferenza per carenza di personale», interviene il sindaco. «Intendo convocare un tavolo tecnico con tutti gli attori coinvolti e chiedo al direttore generale della Asl di concordare a brevissimo un incontro. Si rischia la paralisi del servizio se non si interviene con soluzioni urgenti e straordinarie. Una situazione che, con la perdita di utenti per carenza di servizi e la riduzione di occupazione e posti letto, mette in forse la stessa capacità dei reparti di dare adeguate cure ai pazienti. A seguito di tutte le segnalazioni via via arrivate, ora occorre dare risposte chiare e puntuali che non possono più essere rinviate. Si rende necessario e non più rinviabile un intervento radicale per affrontare tutte le problematiche e dare soluzioni concrete e immediate al problema. Avevo chiesto di concentrare l’attenzione proprio sul miglioramento della gestione», aggiunge, «ed ora occorre che il sistema sanitario si assuma le sue responsabilità. È necessario dare risposte serie e credibili ai cittadini che hanno il diritto di ricevere servizi adeguati».
Puntuale la replica del direttore generale della Asl Rinaldo Torder, non solo al sindaco ma anche alla Cisl che, sul problema della carenza di medici, ha minacciato il ricorso alle vie legali.
PRONTO SOCCORSO. «Per questo servizio», dichiara il manager, «è stata utilizzata per intero la graduatoria concorsuale per reclutare i dirigenti medici a tempo indeterminato e attualmente è in corso la procedura per indire un nuovo concorso. In più, è stato avviato un nuovo avviso pubblico, per incarichi a tempo determinato di lunga durata, ma va rimarcato che i dirigenti medici non accettano questa modalità di lavoro, in particolare in Valle Peligna. Nel frattempo», aggiunge Tordera, «per assicurare la continuità del servizio, è stata autorizzata attività aggiuntiva, oltre l’ordinario orario di lavoro e si è inoltre alla ricerca di incarichi libero-professionali».
CENTRO TRASFUSIONALE. «Il direttore del dipartimento», precisa Tordera, «ha adottato un provvedimento d’urgenza spostando un medico dal laboratorio analisi al centro trasfusionale per il tempo necessario all’espletamento di un nuovo avviso pubblico. Va peraltro sottolineato che contestualmente si è proceduto allo scorrimento della graduatoria di incarichi a tempo determinato, anche della durata di un anno. La stessa graduatoria è stata utilizzata per intero ma nessuno dei medici, secondo una tendenza purtroppo consolidata, ha accettato l’incarico di lavorare in Valle Peligna».
UROLOGIA. «Questo reparto», puntualizza il direttore generale della Asl, «non ha posti vacanti di dirigente medico. Le difficoltà derivano dal fatto di aver dovuto trasferire un medico, per problematiche relazionali interne all’unità operativa, alle attività urologiche territoriali. Non è possibile assumere altri dottori poiché i tetti di spesa fissati per il personale non consentono di andare oltre l’attuale dotazione organica».
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