Pronto soccorso, accessi in calo Ma i medici: «Non è finita qui»

9 Dicembre 2020

I primari in prima linea commentano gli esiti del monitoraggio dei tamponi rapidi Grimaldi: «Prova positiva, ma in reparto siamo pieni». Marinangeli: «Grazie ai volontari»

L’AQUILA. Chi combatte in prima linea contro il Covid avrebbe auspicato una maggiore partecipazione allo screening di massa, che si è concluso nel comune dell’Aquila con 23.244 tamponi effettuati e 54 positivi rilevati. «È stato comunque un buon segnale di civismo», sottolinea il primario di Malattie infettive del San Salvatore Alessandro Grimaldi. «Un risultato confortante», per il primario del reparto di Rianimazione e Terapia intensiva Franco Marinangeli, che elogia il lavoro dei volontari. Ma intanto l’invito di entrambi è a non abbassare la guardia, in particolare nelle prossime settimane. I dati sulla diffusione del virus in città sono incoraggianti: 8 nuovi contagi in 24 ore, anche se la pressione cala soprattutto sul Pronto soccorso, mentre restano pieni i reparti. I nuovi contagi scendono anche in provincia, con 43 casi.
GRIMALDI. «È chiaro che è sempre auspicabile una maggiore partecipazione», dice il primario di Malattie infettive, «ma intanto è positivo che oltre 23mila cittadini si siano messi in fila, anche con il maltempo e con lunghe attese, dando prova di uno sforzo collettivo per migliorare la situazione. Aver individuato 54 positivi asintomatici significa aver isolato possibili trasmettitori del virus, anche se le ultime ricerche dicono che molto dipende dalla carica virale del portatore. La bassa percentuale può anche essere legata al fatto che ha partecipato allo screening la parte più motivata della popolazione, che è poi quella che segue anche di più le regole». Si sta registrando una minore pressione sul Pronto soccorso: «In reparto stiamo invece ricoverando e siamo pieni», aggiunge Grimaldi, «con molti pazienti che in questo periodo arrivano da Sulmona. Per questo non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Il virus circola ancora in maniera importante e abbiamo visto cosa è successo la scorsa estate, la seconda ondata ha prodotto 20mila morti. Adesso abbiamo prospettive migliori, perché c’è la possibilità del vaccino. Non sprechiamole, facciamo ancora un po’ di sacrifici, continuiamo a seguire le regole, evitiamo gli affollamenti. Si può fare lo shopping di Natale, ma con buonsenso e senza rimanere troppo a lungo in luoghi chiusi. Possiamo uscire dall’incubo, se ci impegniamo».
MARINANGELI. «I risultati dello screening sono confortanti», afferma il primario di Terapia intesiva, «anche se avrei sperato in una maggiore partecipazione. Da elogiare i volontari che hanno regalato alla comunità la loro opera». Anche secondo Marinangeli, «la situazione in ospedale è in miglioramento nei reparti di accesso, mentre in Terapia intensiva stiamo lavorando ancora a pieno ritmo, ma questo rientra nella normalità perché siamo il reparto che beneficia per ultimo della riduzione dei contagi. Adesso è fondamentale mantenere altissima l’attenzione sul territorio, per evitare un nuovo aumento dei contagi. È un rischio che non ci possiamo permettere, da un punto di vista sanitario ed economico. Dobbiamo perseguire entrambi gli obiettivi per il nostro bene. E credo che possiamo farcela», conclude, «se ci crediamo».
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