Pronto soccorso, ora è polemica per il pagamento delle visite

19 Novembre 2022

Prestazioni non saldate, chiesto il conto anche ad alcuni defunti. Denuncia del Tribunale del malato La replica dell’Azienda: creato un ufficio ad hoc che verifica i reclami e che risponde a tutti i pazienti

SULMONA. C’è chi, come il governo guidato da Giorgia Meloni, si dice pronto ad annullarle (almeno quelle fino a mille euro) e chi, invece, va in controtendenza inviando avvisi di pagamento anche ai morti. Sta facendo discutere l’iniziativa dell’Asl che mira a rimpinguare le casse dell’azienda sanitaria: i più preoccupati sono soprattutto gli anziani che, in questi giorni, si vedono recapitati nella cassetta delle poste i solleciti di pagamento per i ticket sanitari che nei registri dell’Azienda risultano non saldati. Ma molti dei solleciti sarebbero sbagliati perché, a detta del Tribunale del malato, prima della spedizione, non sarebbero stati fatti dall’Asl i preventivi controlli. Nel lungo elenco dei morosi elaborato dai computer, è stato inserito anche chi, nel frattempo, è deceduto, nonché persone che erano state esentate dal pagamento del ticket.
Il recupero crediti dovrebbe riferirsi alle prestazioni di pronto soccorso con codice verde che gli utenti avrebbero dovuto pagare entro 15 giorni dalla prestazione ricevuta. Non tutte le prestazioni richieste al pronto soccorso sono gratuite: quelle per gli interventi più leggeri si pagano. Una decisione presa anni addietro dall’Asl, proprio per scongiurare il sistematico ricorso da parte al pronto soccorso.
Insomma, il sistema avrebbe generato non poca confusione, senza contare che l’Asl avrebbe potuto attivare un sistema di sollecito dei pagamenti per prestazioni pregresse prima di ricorrere alla procedura dell’Agenzia delle entrate, che richiede la formale opposizione con un aggravio di costi e tempo da parte dei pazienti, soprattutto di quelli che non sono in grado di usare i moderni mezzi della comunicazione.
«L’ennesima dimostrazione di un sistema che non funziona proprio per le carenze organizzative con le quali deve fare ancora i conti l’Asl», affermano dal Tribunale del malato che da tempo sta chiedendo la riattivazione dell’ufficio di relazioni con l’utenza e l’attivazione del fascicolo elettronico che darebbe modo a tutti i pazienti di tenere sotto controllo il percorso clinico e sanitario di ognuno di loro.
Pronta la risposta da parte della direzione dell’Azienda: «I cittadini, come viene riportato nelle cartelle che ricevono a domicilio, possono contattare l’Asl per chiedere verifiche e riscontri sulla propria posizione. Gli interessati possono inviare le necessarie comunicazioni all’azienda sanitaria, che ha l’obbligo di legge di rispondere, tramite la Pec presente sul portale del sito Asl. A questo proposito è stato istituito un ufficio ad hoc», concludono dalla direzione, «incaricato di esaminare e verificare tutte le richieste che arrivano. Viene data risposta a tutti».
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