Pronto soccorso, ticket da pagare L’Asl spedisce migliaia di cartelle

21 Novembre 2022

Firmate dall’Agenzia delle entrate, si riferiscono anche a dieci anni fa. Caos e proteste tra i cittadini Il direttore Di Rocco: «È un adempimento di legge, abbiamo dovuto farlo». Ecco come contestarle 

L’AQUILA. Sono «diverse migliaia» le cartelle di recupero crediti spedite dalla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. La stragrande maggioranza si riferisce a ticket non pagati all’uscita dai pronto soccorso della provincia. Alcune riguardano visite effettuate dieci anni fa: chi allora si è recato in ospedale oggi magari nemmeno se lo ricorda più o, come segnalato a Sulmona nei giorni scorsi, nel frattempo è deceduto. E c’è poco tempo per pagare: la scadenza è fissata a mercoledì 30 novembre.
«Si tratta di un adempimento di legge per evitare la prescrizione, abbiamo dovuto farlo. Sono diverse migliaia di cartelle affidate all’Agenzia delle entrate, si riferiscono a crediti degli anni scorsi: per le prestazioni sanitarie la prescrizione è decennale», spiega il direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria Stefano Di Rocco. All’arrivo delle cartelle si è generata confusione e sono scoppiate proteste. Proviamo a fare chiarezza sulla questione.
I TICKET DIMENTICATI
Come detto, le migliaia di cartelle inviate dalla Asl aquilana riguardano soprattutto ticket del pronto soccorso non pagati. Anche se il loro pagamento è previsto da 15 anni – dalla Legge finanziaria del 2007 – in molti non sapevano di dover pagare fino all’arrivo della cartella.
La norma, infatti, fissa il ticket a 25 euro per le prestazioni solitamente non seguite da ricovero e che possono essere svolte dal semplice medico di famiglia. A queste viene assegnato il “codice bianco”.
Conta però il codice assegnato all’uscita dal pronto soccorso, indipendentemente da quello di entrata, il quale solitamente è verde, giallo o rosso in base alla gravità delle condizioni del paziente. In caso di codice bianco e di assenza di esenzioni, l’utente ha 15 giorni di tempo per pagare i 25 euro.
LA PROTESTA
All’arrivo delle cartelle, in molti hanno gridato alla truffa, inondando di segnalazioni la Asl e non solo. Ma truffa non è: c’è davvero l’azienda sanitaria dietro. Altri hanno invece ricordato che il recupero delle somme, prima di arrivare alla cartella di riscossione dell’Agenzia delle Entrate, dovrebbe passare per una comunicazione di sollecito della Asl. Ma nelle cartelle che il Centro ha potuto visionare non sono stati aggiunti interessi o multe alla somma di 25 euro dovuta. In ogni caso sul sito web istituzionale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila al momento non compare alcun avviso pubblico che aiuti a far chiarezza o in qualche modo anticipi l’arrivo delle cartelle. «Si tratta dell’ennesima dimostrazione di un sistema che non funziona proprio per le carenze organizzative con le quali deve fare ancora i conti l’Asl»: così ha bollato il caso il Tribunale dei diritti del malato nei giorni scorsi.
COME CONTESTARLE
Le cartelle si possono comunque contestare. La stessa Asl mette a disposizione un canale per chiedere spiegazioni. «Abbiamo istituito un ufficio ad hoc per dare risposta agli utenti», spiega ancora il direttore amministrativo Di Rocco, «i cittadini possono chiedere verifiche e riscontri sulla propria posizione tramite l’indirizzo e-mail recuperocrediti@asl1abruzzo.it. Il nostro ufficio è incaricato di esaminare e verificare tutte le richieste che arrivano. Viene data risposta a tutti. Sono già molte le mail pervenute».
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