Proposto il cambio nome allo storico Liceo classico: Palanza, non più Torlonia

L’idea dell’associazione dedicata all’illustre letterato ed ex preside Il Comune: «Aperta una fase di ascolto». Contrari alcuni docenti
AVEZZANO. Lo storico Liceo classico può cambiare nome: una struttura non più dedicata al principe Alessandro Torlonia, colui che ha prosciugato il Fucino, ma all’ex preside Ugo Maria Palanza, illustre personaggio avezzanese. A chiederlo al Comune, che ora si è fatto portavoce di una fase definita «interlocutoria», l’associazione dedicata al compianto dirigente scolastico. Una proposta che fa discutere.
STORICa SCUOLA
Si tratta di una delle scuole superiori della città più longeve, che ha ereditato l’attività formativa dal Regio Ginnasio, in funzione già dagli inizi del Novecento. Istituito ufficialmente nel 1932 e dedicato a Torlonia, esponente della nobiltà romana, autore del prosciugamento e della bonifica del lago del Fucino, ha visto sui suoi banchi personalità come Gianni Letta, l’avvocato Natalino Irti, numerosi docenti universitari come Paolo Bartolomeo, oltre a medici e professionisti. La sua sede, inaugurata il 10 ottobre 1956, si trova ancora in via Marconi, nel centro città, e rappresenta un vero e proprio simbolo di Avezzano.
LA PROPOSTA
Ad avallare la proposta di cambiare nome è stata l’associazione Ugo Maria Palanza. Al letterato e storico preside del liceo marsicano, nel maggio 2014, venne dedicata l’aula magna dell’istituto, riaperta dopo tre anni di lavori. Ora però al Comune è arrivata un’altra richiesta che vorrebbe il nome di Palanza al posto di quello di Torlonia sulla porta del Classico. «Abbiamo ricevuto una proposta da parte di un’associazione composta, tra gli altri, dalla figlia di Palanza, Lia, da Maria Paola Giorgi, da Brizio Montinaro e da altre personalità della città, di intitolare il Liceo classico all’ex preside», ha spiegato il consigliere comunale Antonio Del Boccio che sta seguendo il caso, «ho letto la ricca relazione presentata e l’ho portata al consiglio d’istituto del Torlonia chiedendo un parere. Voglio precisare che non dipende da noi, abbiamo solo ricevuto una richiesta e aperto una fase di ascolto, prima con la scuola e poi con le varie realtà della città, come le associazioni culturali. Il Comune, se tutti diranno di sì, dovrà poi proporre con una delibera il cambio di nome alla Provincia, che potrà bocciarlo o accettarlo, e quindi al provveditorato regionale e al ministero».
LE BOCCIATURE
Un secco «no» è arrivato ieri da uno dei docenti più longevi del Classico, don Claide Berardi, insegnante di religione e parroco della cattedrale di Avezzano. «Mio nonno paterno, protestante e socialista, fu malmenato più volte dalla milizia fascista, mia nonna e alcuni fratelli di mio padre, portati in detenzione a Borgorose, si salvarono solo per l’arrivo degli Alleati, potete immaginare se io posso avere simpatia per il fascismo», è la premessa del sacerdote, «trovai però bizzarra, qualche decennio fa, la proposta dell’allora presidente della Camera, di rimuovere il nome di Mussolini dalla stele del Foro Italico. La storia non si cancella. La proposta di cambiare nome allo storico Torlonia mi lascia ugualmente interdetto». Anche il professor Francesco Letta, ex docente del Classico, ha evidenziato che «il revisionismo della storia non è mai una buona cosa. Non entro nel merito delle vicende, ma non mi sembra una cosa che abbia molto senso. Va bene onorare il professor Palanza, che indubbiamente lo merita, ma non so se questo sia il modo più opportuno».
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