Proroga “fantasma”, giudizio in bilico

Abuso edilizio al Torrione, la difesa contesta l’esistenza di un atto e il magistrato ordina accertamenti
L’AQUILA. Scintille in aula tra accusa e difesa nel processo per un presunto abuso edilizio in zona Torrione
Pomo della discordia un’eccezione presentata dall’avvocato Stefano Rossi, che, sostanzialmente, contesta l’esistenza di una richiesta di proroga cosa che, se provata, avrebbe un peso decisivo che farebbe scivolare la decisione verso le tesi delle difese visto che sarebbe inficiato tutto il procedimento.
L’eccezione ha indotto il giudice Giuseppe Grieco, a disporre la ricerca di questi atti, che sembrano spariti, disponendo un accertamento nelle cancellerie. Gli animi si sono calmati anche grazie ai buoni uffici del giudice. La Procura contesta violazioni edilizie in relazione alla realizzazione di una struttura, in viale Angelo Colagrande, che ospita uno dei supermercati «Di Meglio». Gli imputati sono il costruttore Luigi Palmerini, Giuseppina Palmerini, sempre nella veste di rappresentante della medesima impresa di costruzioni, i funzionari comunali Tiziana Moro e Vittorio Fabrizi , oltre alla progettista Marina Aquilio.
L'illecito si sarebbe concretizzato, secondo l'accusa, in quanto nella relazione tecnica allegata alla Dia per l'ottenimen to del condono edilizio relativo all'immobile realizzato nel quartiere di San Francesco, si sarebbe attestato che il progetto era stato redatto in conformità alle norme urbanistiche. Ma secondo l'accusa non sarebbe stato proprio così in quanto l'impresa non avrebbe rispettato in pieno la convenzione con il Comune. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Amedeo Ciuffetelli, Luca Bruno Massimo Carosi, Giuliano Lazzari,e, appunto, Stefano Rossi. Gli esiti di quella ricerca in cancelleria saranno discussi nella prossima udienza in autunno.
(g.g.)
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