Protezione civile, il decalogo sisma-Covid

Il Comune aggiorna il piano di emergenza in tempo di pandemia e detta le regole per la sicurezza
L’AQUILA. Il Comune aggiorna il piano di protezione civile ai tempi della pandemia.
L’amministrazione, come anticipato dal Centro il 30 aprile scorso, ha stilato un decalogo per istruire i cittadini su come comportarsi in caso di terremoto durante l’emergenza sanitaria, dove andare se si è infetti, come mettersi in salvo seguendo i piani di evacuazione e rispettando, al contempo, le prescrizioni sul distanziamento sociale. A illustrare le nuove disposizioni sono stati il sindaco Pierluigi Biondi, l’assessore con delega alla Protezione civile Fabrizio Taranta e il dirigente a capo del settore, l’ingegner Lucio Nardis. «Nel corso delle riunioni dell’unità di crisi per l’emergenza Covid», ha spiegato Biondi, «ci siamo posti il problema di come gestire l’emergenza sanitaria in caso di evento sismico. Abbiamo calato questo scenario nel piano di protezione civile comunale, trasmettendo questo aggiornamento anche al capo dipartimento Angelo Borrelli. Pensiamo di essere stati uno dei primi comuni italiani, e sicuramente il primo comune abruzzese, a fare questo lavoro».
«Purtroppo viviamo in un territorio ad alto rischio sismico, messo continuamente alla prova, tant’è che in questi due mesi non sono mancate scosse, anche se di lieve entità», ha affermato Taranta. «Ci siamo chiesti: in caso di una scossa sufficientemente forte da costringere la popolazione a uscire fuori di casa, come si può conciliare la necessità di mettersi in salvo con l’obbligo di evitare assembramenti e di mantenere il distanziamento sociale?».
La risposta è stata stilare regole di condotta diverse a seconda delle condizioni di salute. I malati in isolamento domiciliare che risiedono negli alloggi Case o Map non dovranno lasciare le proprie abitazioni, dando per scontato che queste siano sicure e antisismiche. I malati in isolamento domiciliare che non risiedono in Case e Map dovranno restare invece nei pressi delle proprie abitazioni e aspettare squadre di tecnici che si occuperanno di effettuare verifiche veloci di agibilità. Nel caso non fosse possibile far rientro in casa, per queste persone scatterà il trasporto negli alloggi Case e Map liberi, operazione di cui si farà carico l’Asl. Il resto della popolazione dovrà riversarsi nelle aree di attesa, facendo attenzione a mantenere le distanze sociali e a indossare dispositivi di protezione facciale. Taranta ha precisato anche che è stata prevista l’attivazione di più Coc (centri operativi comunali) sul territorio. Il nuovo vademecum è disponibile sia sul sito del Comune che sulla app “Comunicare per proteggere”, ma Biondi e Taranta hanno annunciato che verrà effettuata una campagna di informazione su tutto il territorio comunale per raggiungere anche quelle fasce di popolazione che non hanno un facile accesso a Internet.

