Protezione civile, un’app per le comunicazioni

6 Febbraio 2018

La novità annunciata in occasione dell’accordo sulla gestione delle emergenze Il protocollo d’intesa sottoscritto da Comune, Università e Croce Rossa 

L’AQUILA. Un’app comunale per gestire le comunicazioni di protezione civile. La novità è stata annunciata dall’assessore Emanuele Imprudente nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri a Palazzo Fibbioni per la firma di un protocollo d’intesa sulla gestione delle emergenze sottoscritto da Comune, Università e Croce Rossa.
«In materia di protezione civile», ha detto Imprudente, «una competenza specifica dei comuni è avere piani di emergenza sempre aggiornati. L’Aquila un piano lo ha già ma sarà implementato con diverse novità, tra cui un’app specifica per tenere informati i cittadini sulle migliori pratiche di protezione civile». In caso di situazioni di emergenza, la pianificazione e la comunicazione diventano risorse strategiche per sviluppare interventi efficaci. Ma per avere risposte efficienti in “tempo di guerra”, bisogna costruire una cultura del rischio in “tempo di pace”.A questo mira il protocollo sottoscritto dal sindaco Pierluigi Biondi, dalla rettrice Paola Inverardi e dal presidente nazionale della Cri, Fancesco Rocca. Con l’intesa, Comune, Università e Croce Rossa diventano, di fatto, i primi aderenti a un comitato che dovrà adoperarsi per attivare, a livello nazionale, «un tavolo permanente di studio, ricerca e innovazione, formazione e divulgazione della cultura della risposta alle emergenze». Il tavolo dovrà promuovere «attività di carattere formativo, operativo e tecnico utili a assicurare interventi emergenziali sempre più efficaci ed efficienti».
«L’Aquila», ha detto Biondi, «può diventare un punto di riferimento in tutta Italia non solo su come si gestisce l’emergenza ma anche su come si comunica nell’emergenza».
«Il tema delle tecniche di risposta alle emergenze apparentemente sembra essere lontano dalla ricerca accademica», ha affermato la Inverardi. «In realtà la capacità di reagire in casi di emergenza deve essere diffusa nella società. Per creare questa cultura, l’Università, insieme al mondo dell’associazionismo, può mettere in campo diverse iniziative».
«Per noi la formazione è essenziale, del resto non si diventa volontari senza percorsi formativi appropriati», ha dichiarato Rocca, che ha voluto ricordare anche l’impegno profuso dalla Croce Rossa dopo il sisma del 6 aprile. «L’Aquila ci è rimasta nel cuore, qui abbiamo gestito 12 campi di accoglienza e assistito migliaia di persone. Un’esperienza che è servita molto anche a noi per migliorare molti aspetti organizzativi interni».
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