Prove d’intesa tra il Pd e il gruppo di Di Masci

21 Marzo 2016

Sulmona, i due subcommissari Fusco e Mazzetti plaudono all’assemblea «È una voce che merita di essere ascoltata con attenzione e rispetto»

AVEZZANO. «È stato sicuramente un momento di bella politica perché si è parlato “per” e non “contro”. Si è parlato di emergenze, di proposte di progetti, e da quello che ho avuto modo di raccogliere non si è respirata l’aria malsana delle logiche di potere». Chi si aspettava critiche da parte del Partito democratico all’iniziativa di Bruno Di Masci di convocare un’assemblea pubblica per parlare dei problemi e delle urgenze da risolvere per il bene della città, ha fatto male i suoi conti.

Non una presa di distanze verso l’iniziativa dell’ex sindaco di Sulmona, ma dai commissari del circolo del Pd arriva l’invito ad andare avanti sulla strada del programma condiviso con i cittadini. «È stata una manifestazione messa in campo da Di Masci, senza coinvolgere il Pd ed è certo la cifra di un atteggiamento responsabile che tende a costruire e non a distruggere», sottolinea Amedeo Fusco che, pur non essendo presente alla manifestazione, ne condivide la sostanza. «La presenza di un pubblico così eterogeneo dal punto di vista della militanza politica prova il fatto che c’è stata una chiamata dalla città. E che quella di ieri è una delle voci di Sulmona che meritano di essere ascoltate con rispetto e attenzione». Al contrario, era presente l’altro sub-commissario Mario Mazzetti, anch’egli soddisfatto di come si è sviluppata la manifestazione organizzata da Di Masci. «Un dibattito serio con diverse anime della città ed è giusto che si parli di problemi e non di posizioni», aggiunge il segretario Mazzetti rimasto favorevolmente impressionato dalla consistente partecipazione dei cittadini che hanno riempito il cinema Pacifico. «C’era anche tanta affluenza ed è il modo giusto per dipanare i problemi che avvolgono Sulmona. Partendo dalla recente storia a tratti anche drammatica dal punto di vista amministrativo», conclude Mazzetti, «stiamo lavorando per fare una proposta forte e valida». Intanto il Partito democratico, proprio in relazione alla volontà di ricucire con l’ala dimasciana, la più forte in termine di voti in città, prende tempo sulla questione dei due consiglieri comunali sub iudice e per aver contribuito alla caduta dell’amministrazione Ranalli. Proprio per non amplificare la situazione di disagio nel partito, potrebbero decidere di arrivare ad autosospendersi.

Claudio Lattanzio

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