Provincia, manovre nella Marsica per scalzare il presidente Caruso

16 Novembre 2021

Asse Di Pangrazio-Partito democratico: il candidato prescelto è Giovagnorio, sindaco di Tagliacozzo Pronti al sostegno anche Comuni di area centrodestra come Celano, Magliano de’ Marsi e Trasacco 

AVEZZANO. Per la prima volta dai tempi del celanese Antonio Del Corvo, la Provincia dell’Aquila avrà un marsicano in corsa per la carica di presidente. A sfidare l’uscente Angelo Caruso, avvocato, sindaco di Castel di Sangro, sarà infatti Vincenzo Giovagnorio, primo cittadino di Tagliacozzo. Le elezioni coinvolgeranno 108 comuni della provincia, ente declassato dal 2015 (a secondo livello) con deleghe limitate solo a edilizia scolastica e viabilità.
GLI SCHIERAMENTI
Caruso ha dalla sua il centrodestra pressoché compatto. Fratelli d’Italia ha dato l’ok in un recente incontro in un ristorante dell’Aquila, con la benedizione, oltre del sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi, del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e dell’assessore regionale Guido Liris. Qualcuno aveva lanciato il nome di Paolo Federico, primo cittadino di Navelli, ma l’ipotesi è sfumata. Anche il resto del centrodestra è sulla stessa lunghezza d’onda. Forza Italia, come più volte dichiarato dal senatore Nazario Pagano, sarà compatta su Caruso, di cui dà una «valutazione molto positiva», così come la Lega, decisa a non rompere il patto di alleanza in casa centrodestra. Dall’altra parte ci sarà, Gianni Di Pangrazio, sindaco di Avezzano sospeso, ispiratore del neonato movimento Abruzzo al centro, che cerca di fare breccia tra gli amministratori locali, soprattutto in Marsica, puntando su Giovagnorio. A dare manforte all’operazione anche il fratello Giuseppe Di Pangrazio, ex presidente del consiglio regionale, e il Partito democratico. Sfumate le candidature di Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie ed ex assessore regionale, che si è sfilato poiché più interessato alla ricandidatura in Regione, e quella di Fabio Camilli, sindaco di Acciano e consigliere provinciale uscente, il partito di Michele Fina ha deciso di siglare a sorpresa un tacito accordo con Di Pangrazio per l’appoggio a Giovagnorio.
I COMUNI
Caruso avrebbe dalla sua la maggioranza del Comune dell’Aquila, Ente che conta la più grande fetta dei voti (27mila). Tra questi ci sono 12 consiglieri tra FdI e Lega, oltre a quelli di altri partiti, come Forza Italia. Avrebbe poi dalla sua una parte di sindaci della Valle Peligna di estrazione civica e i comuni di terza fascia del centrodestra. Una corsa in discesa, almeno in apparenza, quella di Caruso: il centrodestra vanta i maggiori comuni con più preferenze e uomini come il marsicano Gianluca Alfonsi, consigliere uscente, al quale potrebbe andare la vicepresidenza. Dall’altra parte, a sostegno di Giovagnorio ci sarebbero i consiglieri di maggioranza di Avezzano (19mila voti) più la democratica Lorenza Panei, una parte del Pd di altri comuni, compreso Sulmona che starebbe trattando per la vicepresidenza alla consigliera Teresa Nannarone. Dei 34 consiglieri dell’Aquila, 15 hanno siglato l’accordo con Di Pangrazio. Tra questi anche quelli guidati da Americo Di Benedetto, che ne vanta 4. Il Pd però sarebbe spaccato tra la linea dei segretari Fina e Francesco Piacente, che hanno l’accordo con Di Pangrazio, e la linea dei sindaci e di alcuni parlamentari, tra cui Stefania Pezzopane, che non avevano dato l’ok al patto, chiedendo un altro nome.
MARSICA AGO DELLA BILANCIA
La Marsica avrà un ruolo centrale in queste elezioni. Di Pangrazio è certo di poter contare sul sostegno di una parte di sindaci di centrodestra, soprattutto di Fratelli d’Italia, che sarebbero intenzionati a optare per un voto disgiunto, cioè preferenza per i propri candidati consiglieri di centrodestra e sostegno al candidato avversario, quindi Giovagnorio, nella lista dei presidenti. L’attenzione è per comuni più grandi a guida centrodestra come Celano (7.200 voti), ma anche Magliano e Trasacco dove i sindaci Settimio Santilli, Pasqualino Di Cristofano e Cesidio Lobene starebbero con Di Pangrazio, facendo un ragionamento di area più che di appartenenza politica.
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