Provvedimento annullato Liberti torna in libertà

11 Giugno 2016

Pratola Peligna, il neurochirurgo era stato arrestato per concussione Presunte mazzette pagate dai pazienti per saltare le liste d’attesa

PRATOLA PELIGNA. Annullati i provvedimenti cautelari, il neurochirurgo Gaetano Liberti torna in libertà.

Lo ha deciso ieri mattina il Tribunale del Riesame, su impugnazione della legale del medico, l’avvocato Giulia Padovani, aquilana che lavora nel foro di Pisa. Il medico era finito agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Salerno su presunte mazzette pagate dai pazienti per saltare le liste di attesa nel reparto di Neurochirurgia all’ospedale “Ruggi” di Salerno. Del sistema, secondo gli inquirenti, facevano parte anche il primario Luciano Brigante e la caposala Annarita Iannicelli, anche loro ai domiciliari. L’avvocato di Liberti ha anche precisato che il suo assistito risponde solo di due casi che sono stati chiariti: si tratta di patologie molto gravi, per persone che desideravano che l’intervento fosse eseguito personalmente dal luminare giapponese Takanori Fukushima, indagato. Una volta impugnata la misura del gip , il tribunale di Salerno si è dichiarato incompetente e il fascicolo è stato trasferito a Pisa. Il pm ha chiesto la conferma della misura e il 24 maggio l’ordinanza è stata confermata. Nuova impugnazione e discussione sul merito. Ieri è stato depositato il dispositivo e annullato il provvedimento. Non c’erano i requisiti per la misura, e proprio ieri sera i carabinieri hanno notificato al medico,nella sua casa di Cascina (Pisa), le motivazioni del provvedimento. Ora si attende anche la revoca della sospensione dell’esercizio della professione. «Le motivazioni», osserva l’avvocato Padovani, «escludono i gravi indizi di colpevolezza ritenendo che non è configurabile la concussione, perché intanto non è un danno ingiusto la prospettazione del mancato intervento da parte di un chirurgo straniero perché non è un diritto per nessuno essere operato da un medico straniero».

«E poi», precisa il legale del neurochirurgo, «il rapporto è tra un medico che opera extra moenia nella casa di cura privata San Rossore e un paziente. Conseguentemente decadono anche le esigenze cautelari che sono assorbite dalla carenza di gravi indizi di colpevolezza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA