Psichiatria, aggredito un infermiere

L’uomo, picchiato da un paziente poi immobilizzato dal personale e da una guardia, è stato medicato al pronto soccorso
L’AQUILA. Ancora un’aggressione all’interno del reparto di Psichiatria dell’ospedale San Salvatore. Il fatto si è verificato l’altra mattina quando un addetto è stato malmenato da un ricoverato che lo ha aggredito improvvisamente senza che ci fosse un’avvisaglia. Per fortuna, essendo avvenuto il fatto di mattina, era presente più personale del solito e il paziente, anche con l’aiuto di una guardia giurata, è stato neutralizzato. Il dipendente Asl è poi finito al pronto soccorso del San Salvatore dove gli sono state medicate delle ferite con una prognosi di cinque giorni.
I pericoli per chi lavora lì sono sempre in aumento. In un recente passato ci sono state un paio di aggressioni, una delle quali è stata fatta con una forchetta.
L’episodio riporta alla luce un’annosa problematica di un reparto non certo uguale a tutti gli altri, quella del poco personale, spesso lamentata dagli addetti ai lavori e dal tribunale per i diritti del malato. Ma i problemi sono anche altri. Soprattutto il fatto che i pazienti da controllare, a fronte dello stesso personale, dovrebbero essere al massimo 14, ma ora sono 17/18. Inoltre, gli spazi non sono sufficienti a fronte delle reali esigenze, per cui è quasi inevitabile che una maggiore promiscuità possa creare rischi ulteriori. Va fatta anche un’altra considerazione, sostenuta da chi vive queste problematiche. Infatti alcuni tra i pazienti, soprattutto in questo momento storico, sono anche assuntori di droga in astinenza oppure alcolisti e questo, ovviamente, sommato a patologie mentali per le quali talvolta non c’è cura, crea un cocktail pericoloso.
C’è dell’altro: da quando è stata inaugurata la Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), che ospita detenuti a Barete, il 4 aprile 2016, i problemi non sono mancati, come denunciato più volte, sia a livello di amministrazioni locali, che di politica regionale. Un argomento spinoso, del quale in molti sembrano restii a parlare. Ci sono poi disagi causati dal numero in aumento vorticoso dei Trattamenti sanitari obbligatori (Tso), come denunciato dal vicesindaco Guido Quintino Liris, medico, che ha ricordato come i Tso all’Aquila sono il doppio della media nazionale. La polizia, in caso di aggressioni, non può procedere d’ufficio dal momento che può attivarsi in autonomia solo con lesioni superiori a 20 giorni: servirebbe una querela che in genere non arriva. Nessun commento alla vicenda da parte dell’Asl.
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