Psichiatria scoppia Infermieri in difficoltà con i detenuti Rems

Tribunale del malato: ha influito la chiusura del Cim Sulmona Il manager Asl: organico potenziato, situazione monitorata
L’AQUILA. Da quando è stata inaugurata la Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), che ospita detenuti a Barete, il 4 aprile 2016, i problemi non sono mancati, come denunciato più volte, sia a livello di amministrazioni locali, che di politica regionale.
Un argomento spinoso, del quale in molti sembrano restii a parlare. Ma oltre ai problemi sollevati anche dal presidente della Commissione Vigilanza in Regione, Mauro Febbo, poco più di due mesi fa, che ha chiesto di «verificare, monitorare e conoscere la reale situazione dei pazienti/detenuti presenti presso la struttura», molti di questi problemi si riversano nel reparto di Psichiatria del San Salvatore. Dove medici e infermieri annaspano, perché la coperta è corta e spesso la situazione diventa poco gestibile. Soprattutto per il personale infermieristico: sono in tre, raro quattro, a turno a doversi occupare dei pazienti. E nei turni ci sono anche donne che, almeno dal punto di vista della forza fisica, hanno qualche problema a volte a tenere a bada i pazienti della Rems.
«Il problema nasce anche dalla chiusura del Cim (Centro di igiene mentale) di Sulmona», spiega Edoardo Facchini, responsabile del Tribunale del malato. «I detenuti che prima venivano al Cim di Sulmona, ora vanno a quello dell’Aquila, con aggravio di lavoro per il reparto di Psichiatria del San Salvatore. In realtà il servizio, per quanto riguarda Sulmona, non sta funzionando», conclude Facchini.
Si tratta di un servizio borderline, nel senso psichiatrico, ma anche perché alla Rems ci lavorano medici e infermieri non ospedalieri e la struttura è gestita dalla Regione; però alla fine i pazienti psichiatrici violenti vanno a finire nel reparto del San Salvatore. E per questo nessuno – tra sindacalisti medici e di altro personale ospedaliero – vuole pronunciarsi apertamente sul problema. Dopo un episodio di violenza, è stata messa nel reparto di Psichiatria anche una guardia giurata, per garantire l’incolumità del personale. «Abbiamo già potenziato l’organico degli psichiatri della Rems come prima misura preventiva, finalizzata ad alleggerire l’ospedale dell’Aquila nei trattamenti dei pazienti-detenuti, ospiti della struttura di Barete», è la risposta del manager della Asl, Rinaldo Tordera. «La nostra Azienda, come noto, si accolla, per Abruzzo e Molise, la delicata edifficile assistenza di pazienti, con reati alle spalle, sottoposti a misure di sicurezza. Un compito assai impegnativo», aggiunge Tordera, «svolto in collaborazione con il reparto di Psichiatria dell’ospedale San Salvatore che, dovendo talora seguire pazienti con questo tipo di patologie, vive comprensibili momenti di tensione. Difficoltà a noi ben note e ampiamente monitorate, per attenuare le quali, in questa fase, abbiamo prorogato il contratto di lavoro di uno degli psichiatri in servizio a Barete. Un provvedimento-tampone», conclude Tordera, «che contribuirà ad agevolare il lavoro della psichiatria dell’ospedale dell’Aquila, in attesa di completare la valutazione sulle effettive necessità di organico del reparto, sulla cui attività manteniamo la massima attenzione».
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