Psoriasi, progetto innovativo in ospedale

11 Marzo 2021

Lo studio ha permesso di migliorare la gestione dei percorsi di diagnosi e cura delle malattie cutanee

L’AQUILA. La cura della psoriasi in un progetto innovativo del San Salvatore. Lo studio, denominato “Hpdu 1.0” ( acronimo di High performance derma unit) ha visto impegnata in particolare l’unità operativa dii Dermatologia generale e oncologica dell’ospedale.
«Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione non condizionante di Novartis, ha avuto l’obiettivo di migliorare la gestione del percorso di cura del paziente», fa sapere il primario Maria Concetta Fargnoli, «fondata sulla presa in carico precoce e sull’utilizzo efficiente delle risorse organizzative». Le malattie dermatologiche, la cui prevalenza è aumentata del 15,5% dal 1990 al 2018, risultano altamente impattanti sulla vita dei pazienti: sono infatti l’ottava causa di disabilità e interessano circa 9,7 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni.
«Il progetto», afferma Fargnoli, «ha analizzato il percorso di cura e la presa in carico delle persone che presentano la malattia psoriasica». Nel corso di un anno di durata dello studio sono state realizzate diverse attività articolate nella fase di analisi, tramite interviste e raccolta dati relativi al processo organizzativo-gestionale del reparto, di progettazione, identificando criticità e opportunità di miglioramento dell’unità operativa, e di applicazione delle soluzioni di miglioramento proposte.
È stata ridefinita, ad esempio, la gestione delle prime visite nell’ambulatorio, prevedendo spazi dedicati alle diverse tipologie di accesso dei pazienti e dedicando un ambulatorio specifico per le priorità. È stato inoltre riorganizzato il sistema delle prenotazioni delle visite di controllo, facendo gestire il processo direttamente ai medici interni. Grazie a queste misure, è stato osservato un significativo miglioramento dei tempi di attesa, in particolare per l’ambulatorio Psoriasi, da 240 a 44 giorni. Inoltre, è stata fortificata l’integrazione con la medicina territoriale, grazie all’utilizzo delle schede di concordanza che hanno accentuato dell’appropriatezza prescrittiva da parte degli specialisti che hanno indirizzato il paziente al centro, garantendo una presa in carico precoce e una migliore gestione del percorso di cura. Infine, sono stati presi accordi con l’ospedale di Avezzano per consulenze e garantire una maggiore capillarità sul territorio, in particolare per i primi screening dei pazienti.
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