Pugno a un poliziotto, scatta l’arresto

9 Febbraio 2019

L’uomo colpisce l’agente che rimprovera suo figlio per l’esplosione di un petardo. Il gip: «Socialmente pericoloso»

SULMONA. Aveva aggredito un agente di polizia in borghese che si era “permesso” di rimproverare il figlio undicenne che aveva fatto esplodere un petardo in una fioriera lungo corso Ovidio. Il fatto, che aveva destato grande clamore, era accaduto il 15 dicembre scorso. L’uomo è stato ora arrestato dagli agenti del commissariato di Sulmona, in esecuzione della misura cautelare dei domiciliari emessa dal gip del tribunale Marco Billi, per i reati di lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.
Si tratta del 30enne Francesco Campellone, fermato dalla polizia dopo due mesi di indagini e verifiche.
In sostanza il 30enne non gradendo il rimprovero fatto al figlio che aveva fatto esplodere un petardo, aveva colpito con un violento pugno l’agente di polizia in borghese. Un colpo che aveva provocato al poliziotto 45enne lesioni molto gravi al volto (guaribili in 40 giorni), tali da dover essere sottoposto a un delicato intervento maxillo-facciale all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Il 30enne dopo aver colpito l’agente e minacciato un suo collega intervenuto per fermarlo e identificarlo, si era dato precipitosamente alla fuga. Un episodio che aveva suscitato sdegno e preoccupazione in città. Le indagini, eseguite dal personale de commissariato hanno portato alla ricostruzione di quanto accaduto e all’identificazione dell’aggressore che è stato quindi deferito alla procura della Repubblica. Il gip del tribunale di Sulmona, su richiesta del pm, ha emesso a carico dell’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari ritenendolo, dunque, persona pericolosa che ha agito, tra l’altro, per futili motivi. L’uomo resterà ai domiciliari fino all’interrogatorio di garanzia che dovrebbe tenersi all’inizio della settimana. Poi sarà lo stesso gip a decidere sull’eventuale ritorno in libertà.
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