Pulizia Piano Case e Map Nuove regole d’appalto

11 Aprile 2018

Comune, in Commissione né maggioranza né opposizione approvano i ribassi Al bando da 700 mila euro rispondono 12 ditte. Il problema delle maestre Afm 

L’AQUILA. Sono 326 mila metri quadrati di Progetto Case e 26 mila di Map, per un totale di 352 mila metri quadrati. Sono gli spazi da pulire e sui quali fare manutenzione ordinaria, per la ditta che si aggiudicherà l’appalto del Comune da 700 mila euro – per un anno – e che offrirà il ribasso migliore.
Una procedura contestata da più parti – anche dalle forze di maggioranza – ieri mattina nella riunione della terza Commissione consiliare (Politiche sociali, culturali e formative), presieduta dal consigliere Elisabetta De Blasis (FI).
Hanno risposto 12 imprese e i ribassi vanno dal 41% fino al 49%: una cifra ritenuta poco credibile, perché si tratta di offrire il servizio di pulizia e manutenzione di Progetto Case e Map alla metà circa dell’appalto. Il numero dei lavoratori viene fissato secondo i metri quadrati. Il timore è che la bilancia possa pendere da una parte: o si risparmia sui lavoratori, e sui loro stipendi, oppure sulla parte tecnica (prodotti utilizzati, punti da pulire).
Ma c’è anche un altro aspetto che la Commissione ha tenuto a sottolineare: la salvaguardia dei trenta lavoratori che attualmente non vengono pagati dall’azienda che si occupa del servizio, in regime di prorogatio, ma dal Comune, che sta surrogando la ditta «per non lasciare i lavoratori n mezzo a una strada», ha sottolineato il vicesindaco e assessore alle Opere pubbliche, Guido Liris, «ma anche per dare continuità al loro lavoro, in modo che non si interrompa il rapporto e vengano poi tagliati fuori dalla nuova impresa che si aggiudicherà l’appalto».
La Commissione è stata riconvocata, dalla presidente De Blasis, per martedì prossimo. Questo, per chiarire alcuni aspetti: intanto, come ha precisato il capogruppo consiliare della Lega (Ncs), Daniele Ferella, nelle proposte delle imprese non viene specificato nulla in quanto a servizio offerto, ma viene soltanto indicato il ribasso. «Diamo un valore del 90% alla parte tecnica e del 10% a quella economica, così le imprese non possono diminuire il costo del lavoro», ha proposto Ferella, «indicando così la qualità del servizio offerto». Mentre Angelo Mancini (Aq Sicurezza Lavoro) ha proposto di «chiedere i giustificativi (cioè il dettaglio del servizio offerto e le cifre) a tutte e 12 le ditte insieme ed esaminarli contemporaneamente, in modo da stringere i tempi ed evitare ulteriori proroghe».
All’ingegnere Fabrizio De Carolis, responsabile del bando (preparato e emanato, però, dal suo predecessore, l’ingegnere Fabrizi), è stato chiesto dal consigliere Giustino Masciocco (Liberi e Uguali), «se l’attuale bando si può bloccare». Ma la risposta non è arrivata. De Carolis si è limitato a snocciolare l’iter burocratico seguito.
E se Lelio De Santis (Cambiare Insieme) ha rilevato come sia impraticabile, per non penalizzare lavoratori e qualità del servizio, «procedere al ribasso», Liris, insieme a Mancini, ha puntato l’indice proprio sui dirigenti: «Devono assumersi le loro responsabilità. Noi diamo l’indirizzo politico, la parte tecnica spetta a loro».
La Commissione ha poi esaminato il problema delle 10 maestre del pre e interscuola che fanno capo all’Afm, alle quali è stato dimezzato lo stipendio (550 euro al mese) e i contratti sono da 10 mesi all’anno. Prima, però, bisogna nominare l’amministratore unico e cambiare il contratto di servizio, per dare i soldi all’Afm per coprire la spesa delle maestre (30 mila euro). E su questo punto si è aperto un siparietto tra De Blasis, Ferella e Mancini.
De Blasis: «Si può cambiare questo contratto di servizio?». Ferella: «Quando ci sarà l’Au, a giorni». De Blasis: «Sono mesi che dite “a giorni”...». Chiosa di Mancini: «Presidè, attenta che ti fanno fuori! (dall’incarico, ndr)». Alla riunione della Commissione erano presenti sia una rappresentanza di lavoratori e lavoratrici dell’impresa di pulizie di Progetto Case e Map, con Roberto Del Tosto, dell’Ugl, sia alcune delle maestre Afm, in servizio da 20 anni.
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